La Voce del Quartiere

 

FESTIVAL DELL’IMPEGNO
CIVILE

"LE TERRE DI DON PEPPE DIANA"

III edizione 24-30 maggio 2010

In questi territori vi sono Comunità educative, solidali e sane. Territori laboriosi di rinnovata identità dal passato opulento e dal futuro incerto che però va programmato e costruito. Promuovere le Terre di don Peppe Diana significa sostenere il suo popolo nell’impegno faticoso del cambiamento possibile. Vuol dire unire le sinergie positive per lavorare al riscatto culturale, sociale ed economico di un territorio che non vuole essere terra di camorra; favorendo e valorizzando le capacità, i talenti e le sensibilità in loco e collegandoli stabilmente a livello nazionale ed internazionale con le forze sane.

Le Terre di Don Peppe Diana sono luoghi di bellezza, allegria, compassione e amore per la vita.

Sono questi i presupposti da cui nasce il Festival dell’Impegno Civile, l’unico in Italia a svolgersi nei beni confiscati alla criminalità organizzata, promosso dal Comitato Don Peppe Diana e dall’Associazione "LIBERA, associazioni nomi e numeri contro le mafie" Coordinamento di Caserta, che oltre a voler sensibilizzare le comunità al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, così come indicato dalla L.109 del 1996, vuole impegnare le sinergie per la realizzazione di un progetto, una rete che nasce dal territorio e che per esso lavori sviluppandosi sulle fondamenta della cultura, dell’arte, della creatività e dell’innovazione e che guardi alle diversità come ad una possibilità di arricchimento e di sviluppo e non ad una barriera.

Le prime due edizioni hanno rappresentato un momento di studio e di organizzazione che non hanno impedito, comunque, la crescita della kermesse sia per il coinvolgimento di altre province come quella di Napoli e Avellino, sia per il seguito di pubblico, per la prima volta in Italia si sono registrate ben mille presenze in occasione di una manifestazione organizzata all’interno di un bene confiscato, sia in termini qualitativi per i temi trattati.


Il Festival dell’Impegno Civile viene considerato oramai da artisti anche di fama internazionale un appuntamento dove presentare le proprie produzioni o, ancora, meglio, una kermesse per la quale realizzarne delle nuove. Ne sono un esempio gli interventi dell’attore Giulio Cavalli che ha presentato nella giornata di chiusura della seconda edizione a Casal di Principe un testo scritto per l’occasione dedicato alla figura di Don Peppe Diana, del poliedrico artista Peppe Barra che dopo aver presentato in anteprima il proprio disco ha prodotto, con il proprio staff, un video dedicato alla serata successivamente inserito nella rete internet nel canale you tube. Altrettanto è avvenuto con il gruppo musicale di Scampia, Napoli, "A 67" che ha presentato il proprio video, in anteprima nazionale, girato nella struttura confiscata di Castel Volturno, in occasione della conferenza stampa organizzata presso la Camera dei Deputati.

Si può considerare, dunque, il Festival una struttura capace di interagire con le amministrazioni locali, nazionali come il Ministero degli Affari Esteri che ha voluto realizzare nella giornata inaugurale della seconda edizione il tavolo nazionale degli interventi civili di pace e con giornalisti, magistrati, rappresentanti del mondo della cultura, delle università e dell’associazionismo dimostrando che i principi ispiratori ai quali gli organizzatori si rifanno, collaborazione, dialogo e trasversalità rappresentano gli ingredienti per la costruzione di una comunità alternativa di un progetto socio economico culturale unico nel suo genere.

Parte da queste premesse la terza edizione che si svolgerà dal 24 al 30 maggio nei territori delle province di Caserta, Napoli e Avellino e con nuovi Enti e Associazioni come l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, l’Archivio Storico della Canzone Napoletana, Radio Rai 3, la Fondazione Premio Napoli, la Fondazione Mimmo Beneventano, l’Associazione Libero Grassi dove, ognuno per la propria competenza, si avvicinano ad un Festival sicuramente unico nel suo genere. Anche i progetti in cantiere, e per i quali si sta lavorando, evidenziano come il Festival voglia diventare sempre più una struttura di produzione capace di coinvolgere le comunità locali lasciando, comunque, un’impronta importante sul territorio. Si stanno muovendo passi importanti per un allestimento di una band musicale de Le Terre di don Peppe Diana, che ha già effettuato alcune timide apparizioni, composta da ragazzi di questi territori che sarà guidata dall’artista e musicista Carlo Faiello. Mentre insieme all’Archivio Storico della Canzone Napoletana, Radio Rai 3 si realizzerà un format radiofonico di cinque trasmissioni. Un radio documentario con il quale attraverso la canzone napoletana si analizzeranno tematiche socio culturali.

Anche quest’anno, dunque, le terre di don Peppe Diana rappresenteranno il fulcro di un sistema educativo, di progettualità da costruire con l’economia etica, ogni espressione artistica letteraria. Un percorso collegiale e trasversale alternativo ad un sistema violento, arrogante e illegale.

Libera Coordinamento di Caserta Comitato Don Peppe Diana

Il Direttore Artistico del Festival

Pietro Nardiello

 

FESTIVAL

 

22/05/2010