Dicembre 2001
EDUCAZIONE ALL’USO RESPONSABILE DEL DANARO TRA UTOPIA E POSSIBILITA’
Clorinda Irace
Questo mio percorso è iniziato circa dieci anni fa, per una congiuntura della vita, come spesso accade. Mi capitò tra le mani una storia di usura relativa alla famiglia di un mio studente e fu come ricevere uno schiaffo: “io sono un’insegnante, come posso dare una mano” – mi chiesi- . Subito dopo compresi che nel mio lavoro e con le mie competenze non mi potevo cimentare nella risoluzione “tecnica” del problema ma – forse – potevo affrontarlo a monte, agendo su quei meccanismi perversi che avevano messo in crisi la famiglia che mi era capitata sotto il naso e chissà quante altre. Tutto, in quel caso, era cominciato per una velleità: una festa voluta a tutti i costi, un piccolo debito poi lievitato fino alla disperazione. Ho imparato poi che l’usura è così, sembra all’inizio un problema da niente, una piccola cosa, poi tutto cresce in modo smisurato e si perde il controllo della situazione, della propria vita. Non c’è esagerazione in tutto ciò, anzi, la realtà supera la fantasia. Con i ragazzi, tuttavia, il problema era “spostare” il discorso dall’usura in senso stretto all’uso responsabile del denaro, per dare all’intervento educativo una prospettiva ampia e meno tecnica. In pratica ciò significava riuscire a comunicare che spesso il nostro vivere marcia nella direzione sbagliata. Quando si corre per guadagnare di più, per avere di più, per essere “in”, “trend”, “fico” qualcosa potrebbe incepparsi, la nostra felicità potrebbe vacillare: ma come dire ciò senza correre il rischio di apparire una che fa prediche?
Alla domanda precedente ci siamo dati una risposta confluita nel progetto promosso dal Comune di Napoli “Dalla scuola alla città, guida all’uso responsabile del denaro”, fortemente voluto dal nostro sindaco, Rosa Russo Iervolino e arricchito dalla consulenza dell’on. Tano Grasso, di Padre Massimo Rastrelli e della sua fondazione Moscati, dell’ass. Libera, di SOS Impresa . Il progetto ha coinvolto gran parte delle scuole superiori della città che, a conclusione delle attività proposte, hanno partecipato ad una campagna per la creazione di manifesti pubblicità progresso e spot antiusura. Come è stato affrontato il problema con i giovani? Raccontando storie vere, mostrando films, portando nelle scuole testimoni privilegiati come Tano Grasso, Padre Rastrelli, come le persone impegnate in iniziative antiusura, come gli operatori di banca sensibili al problema. Così è stato possibile anche toccare punti “caldi”, dire ai giovani che di quelle scarpe firmatissime si può anche fare a meno, che la felicità -quella vera – sta altrove. Magari hanno storto un po’ il naso, hanno fatto qualche domanda provocatoria, arrabbiata ma alla fine sono stati coinvolti come hanno dimostrato i tanti lavori che hanno poi prodotto con i loro insegnati incrociandoli con i percorsi didattici. Sono stati studiati argomenti vicini alla tematica usura “pescati” tra pagine di letteratura, di storia, di filosofia, di storia dell’Arte e non solo di tecnica bancaria o di diritto. Un’esperienza interessante per tutti. Io, come docente impegnata da anni in questo ambito, ho trovato la grande soddisfazione di contribuire con la mia esperienza ad un progetto concreto e non “parolaio” i cui esiti non sono certamente misurabili nell’immediato ma, come sempre nelle prassi educative, rappresentano per tutti noi una speranza per il futuro, in un ambito, quello dell’usura, in cui la disperazione è la regola.