ELEZIONI PRIMARIE 16 OTTOBRE 2005
“ conosco un uomo che ce la può fare...” Enzo Biagi
di
Tina Pollice
Si è svolto nella sala Gemito, in Napoli, l’incontro a sostegno delle primarie per Prodi.
Presenti l’On. Raffaele Cananzi, Nicola Campanile, l’On. Siniscalchi, il sindaco di San Giorgio Riccardi, il sindaco di Ercolano Daniele. Notevole l’affluenza, piena la sala.
E’ stato presentato il programma di Romano Prodi per far ripartire l’Italia sul serio.
L’On. Cananzi ha ricordato come negli anni 95-98 Prodi lanciò un progetto culturale e politico sperimentato con due anni e mezzo di Governo che permise all’Italia di risanare il forte debito pubblico e di agganciarsi alla moneta europea. Un progetto che oggi si è chiamati a riprendere con forza ed energia. Le mutate situazioni politiche e sociali come la globalizzazione, caratterizzante l’economia del terzo millennio, gli aspetti sociali, che vedono aumentare sempre più il divario tra nazioni ricche e quelle povere, i vari focolai di guerra sparsi nel mondo, la seconda guerra in Iraq, la guerra in Afganistan, la debolezza dell’ONU, il problema del terrorismo internazionale. Accanto a questi mutamenti, continua Cananzi, si registra uno scenario drammatico della questione ambientale (effetto serra) e la conseguente necessità di uno sviluppo che tenga in primissimo conto l’ambiente.
Votare per Prodi significa un mutamento di rotta necessario affinché il nostro Paese sia presente e protagonista a pieno titolo . Votare Prodi significa manifestare aperto dissenso verso una finanziaria che ancora una volta taglia fuori il mezzogiorno, così come testimoniato dal sindaco di San Giorgio Riccardi. Votare Prodi significa un chiaro no alla proposta di legge elettorale che lo stesso On. Siniscalchi ha definito legge vergogna perché così come strutturata vi è l’esproprio della rappresentanza popolare e democratica del territorio, relegando la politica ad un’espressione strettamente oligarchica e lobbistica. Infine, il sindaco di Ercolano Daniele ha poi invitato alla piena mobilitazione per il voto di domenica perché il momento è tra i più delicati della storia della Repubblica Italiana.