La Voce del Quartiere

 

Baroni nel tempo
Un bel libro di storia cittadina

I TOCCO DI MONTEMILETTO DAL XVI AL XVII SECOLO

di
 Tina Pollice
 

Se è vero che la storia ci spiega chi siamo, spiega il nostro presente in un determinato modo che non in un altro, è giusto segnalare ai lettori un bel libro della nostra storia cittadina: Baroni nel tempo I Tocco di Montemiletto dal XVI al XVIII secolo, autrice Valeria del Vasto, Edizioni Scientifiche Italiane. L'autrice raccontando la vicenda familiare dei Tocco di Montemiletto, ha inteso narrare la storia di una lunga fase di transizione che dal '400 porta agli inizi dell'800, una storia ove si intrecciano continuamente tradizione e modernità e dove risulta evidente il superamento di una visione monolitica della nobiltà meridionale in età moderna, restituendole quella varietà e quella diversità interne che le sono proprie. In effetti le vicende familiari dei Tocco evidenziano palesemente la scelta fatta di una esistenza al riparo dai rovesci patrimoniali e dai contraccolpi delle burrasche politiche.Il filo conduttore delle loro secolari vicende è in un processo lento ma precoce rispetto alle altre famiglie aristocratiche, di imborghesimento. I Tocco d'altra parte differiscono dal resto della nobiltà feudale per l'insofferenza verso le rigide regole di trasmissione di patrimoni: Quanto più forte era la crisi granaria, i Tocco più intensificavano la loro produzione, quanto maggiore era la contrazione della rendita feudale, i Tocco aumentavano vistosamente le loro entrate. Inoltre l'attitudine mercantile della famiglia (snobbata dalle famiglie dell'epoca) si manifesta nel XVII sec.trovando realizzazione nella fondazione di una compagnia commerciale presente con i suoi agenti in tutte le maggiori "piazze commerciali" italiane ed europee. Altra caratteristica dei Tocco è la presenza di una sensibilità nuova rispetto all'epoca che porta alla valorizzazione di ruoli prima giudicati subalterni, ad esempio quali quelli femminili, aspetti di una sensibilità che avrebbe precorso di un bel pò i tempi futuri. Infatti il Cavaliere Costantino di Tocco (1558) nel suo testamento pur nominando suoi eredi i fratelli Francesco e Giovanni, affidava la gestione del patrimonio alla moglie Giuliana senza che nessuno potesse esercitare su di lei alcun controllo. Dello stesso tipo le disposizioni testamentarie di Giovanni di Tocco nel 1583. In ultima istanza l'autrice si chiede se i principi di Montemiletto appartengono ad una esigua schiera di aristocratici oppure sono solo esempi unici. A questi ed ad altri interrogativi risponderanno probabilmente ulteriori ricerche.Valeria del Vasto, collaboratrice alla cattedra di Storia Moderna dell'Istituto Universitario di Magistero S: Orsola Benincasa, direttrice della prestigiosa rivista Nord-Sud, una rivista di articoli che non sono solo da sfogliare ma da leggere e studiare attentamente, con questo libro, scritto con linguaggio molto chiaro e piacevole, ha inteso colmare una carenza abbastanza vistosa nella bibliografia della aristocrazia meridionale intesa sempre nella sua globalità, nella sua omogeneità, giammai nello studio delle singole famiglie. Con questo inizio speriamo che vi sia un prosieguo. 

gennaio 2003