|
Robin Hood a Palazzo San Giacomo
E’ stato presentato alla libreria
Feltrinelli P/zza dei Martiri , Napoli, il libro di Riccardo Realfonzo,
economista professore ordinario nell’Università del Sannio, “ Robin Hood”
a Palazzo San Giacomo. Le battaglie di un riformatore al Comune di Napoli.
Ne hanno discusso, moderati da Ottavio Ragone, Francesco Barbagallo
ordinario di Storia Contemporanea Università Federico II, Napoli, Adriano
Giannola Presidente Svimez, il magistrato Raffaele Cantone.
Nel parterre presenti Sergio Marotta, Luigi De Magistris, tutto il gotha
della buona intelligentsia partenopea.
Barbagallo introduce ricordando che ad inizio anno 2009
l’economista progressista Riccardo Realfonzo diventa assessore al Bilancio
al Comune di Napoli ed in questa veste prova a dire la verità sui “conti”,
prova a fermare gli affaristi, a restituire servizi pubblici dignitosi ai
cittadini.
Ma dura solo un anno. Dopo alcuni risultati viene bloccato e si dimette.I
libri vanno letti! Questo libro spiega perché l’amministrazione Iervolino
negli ultimi dieci anni non ha concluso nulla. Realfonzo ha voluto veder
chiaro sulle società partecipate, ultima ed infelice espressione del ciclo
delle privatizzazioni. Esse rappresentano le ultime forme
economiche-politiche del disastro nelle istituzioni meridionali di un
certo modo di far politica. Le partecipate sono del Comune di Napoli e
brillano per l’accumulo dei debiti fuori bilancio. Alla richiesta
dell’assessore Realfonzo della rendicontazione delle partecipate e delle
retribuzioni del managment, il vicesindaco Sabatino Santangelo ribatte che
è una illusione controllare le partecipate e che il suo atteggiamento “kapotico”,
poliziesco (uno che fa il proprio dovere) era d’intralcio al processo di
sviluppo politico –economico. Per Realfonzo dovere e compito del Comune di
Napoli avrebbe dovuto essere un serio controllo dei bilanci delle
partecipate. Barbagallo ricorda, poi, che il capitolo del libro che più lo
ha colpito perché illuminante di un delirio, è l’undicesimo, il Sabatino
d’oro. La geniale fantasiosa proposta del vicesindaco Santangelo di
proporre un titolo del Comune di Napoli sostitutivo del pagamento nei
riguardi dei creditori che attendevano di essere pagati da oltre due anni
in barba a tutti gli ostacoli normativo giuridici che si sarebbero
creati.
Per Giannola, Presidente della Svimez, Robin Hood a palazzo San
Giacomo mette in luce il confronto-scontro tra due mentalità, due realtà a
confronto ove alla fine l’economista se ne va.
Viene delineato chiaramente il rapporto tra Realfonzo ed il Sindaco
Iervolino che ne apprezza sì il valore ma nella quadra dei conti lo
scarica brutalmente preferendo “il sistema” e definendolo un Robin Hood.
Questi alcuni degli episodi raccontati con stile narrativo carico di
ironia e a tratti persino divertente. Eppure nonostante tutti gli ostacoli
ed il forzato isolamento qualche risultato l’assessore economista lo
raggiunge richiedendo, ad esempio, che nelle società partecipate ed in
house non solo comunali ma anche regionali sia contemplato un bilancio
preventivo di gestione. Realfonzo pur sapendo dell’enorme difficoltà dei
“conti comunali napoletani” ha individuato le vie di uscita nel recupero
“serio” delle entrate e “mirati” tagli agli sprechi. Ma tutto ciò comporta
un cambiamento radicale e cozza con la vecchia mentalità e con
comportamenti ,da decenni, consolidati.
Per il magistrato Raffaele Cantone il libro evidenzia quanta
distanza c’è tra la politica e le persone comuni che sono poco a
conoscenza delle vicende dei meccanismi degli enti locali, le cui azioni
influenzano non poco il nostro vissuto. Ed è uno spaccato drammatico.
In conclusione Realfonzo col suo Robin Hood ha inteso rivelare e
far conoscere le vicende di un anno trascorso al Comune di Napoli,
entusiasmante e travagliato, denunciando chiaramente come la politica
italiana non abbia voluto affrontare seriamente la questione morale. La
cosiddetta “seconda Repubblica” non è immune dalle corruttele e
malversazioni che decretarono la fine della “Prima Repubblica”. Non ne è
immune soprattutto il centrosinistra che nelle amministrazioni locali del
Sud ha ricercato il consenso gestendo il potere in modo clientelare.
Un libro che è testimonianza storica di un decadentismo e
cialtroneria che ha raggiunto il suo maggiore apice e che bisogna
assolutamente avere nelle proprie librerie.
Tina Pollice
17/03/2011
|