La Voce del Quartiere
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12-13 Giugno 2011 Si vota per i Referendum Il 12 ed il 13 giugno, in Italia, saremmo chiamati a votare per quattro referendum ed è importante esserci ed esprimere la propria volontà. Sono quattro quesiti: due sull’affidamento e costo dei servizi idrici, tradotto privatizzare l’acqua, bene comune, un terzo sul nucleare al quale gli italiani già avevano risposto, ma, che viene nuovamente riproposto, un quarto che riguarda l’abolizione della norma ad personam su legittimo impedimento. Chi vuole abrogare, cancellare, deve necessariamente votare quattro SI. Con l’art. 23 bis si considera il servizio idrico servizio pubblico economico e con il decreto legge 25 giugno 2008 si sanciscono disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. In parole semplici siamo chiamati ad esprimerci se vogliamo acconsentire che l’acqua, bene comune universale, sia gestita da privati. Sia la Francia che la Germania avevano di questa impostazione ma hanno cambiato rotta. E’ giusto ed opportuno votare SI per l’abrogazione di questi due articoli. Il terzo quesito referendario riguarda il nucleare. Su questo quesito gli italiani si erano già espressi votando NO al nucleare per tanti motivi. C’è da riflettere. Dopo il gravissimo incidente in Giappone tutti, ma proprio tutti, stanno cercando di dismettere il nucleare praticando energie alternative che esistono e noi dovremmo prenderlo in considerazione? Un Paese, il nostro, morfologicamente e sismicamente particolare. Anche per questo terzo quesito se si vuole dire NO al nucleare bisogna votare SI. Il quarto referendum riguarda l’abrogazione dell’art.1 comma 1, 2, 3, 5, 6 e dell’art.2 della legge 7 aprile 2010 n. 51 recante "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza" quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 13-25 gennaio 2011 della Corte Costituzionale. Anche a questo dobbiamo rispondere SI perché tutti ma proprio tutti sono eguali di fronte alla legge (così recita la Costituzione). Sulla partecipazione al referendum si gioca una partita molto importante quale quella di un popolo che intende venga rispettata la sua volontà. Se dovesse esserci bassa affluenza da non raggiungere il quorum perché invitati a fare altro, non avremmo ragione di lamentarci. Sono punti sostanziali e nodali di scelte programmatiche per il futuro del nostro Paese. Secondo l’attuale legge in vigore, alla chiamata referendaria, come accade per le elezioni politiche, possono partecipare anche i cittadini italiani residenti all’estero. Questi ultimi potranno scegliere se votare all’estero o in Italia. Per coloro che vorranno votare in Italia dovranno rispettare la scadenza del 14 aprile p.v. data entro cui dovranno comunicare per iscritto la propria scelta recandosi all’Ufficio consolare operante nella propria circoscrizione di residenza. Informazioni più dettagliate e modulistica sono disponibili sul sito del Ministero degli Esteri. Tina Pollice
11/04/2011 |