La Voce del Quartiere

Nella sede della Società Studi Politici, fondata nel 1924 per ispirazione di Benedetto Croce, abolita dal fascismo, rifondata nel 2004, in
Piazza S. Maria degli Angeli, Napoli,


Si è svolta la conferenza stampa su : "Il ciclo dei rifiuti in Campania, dopo 16 anni di emergenza, mors vostra, vita nostra"

organizzata dal Co.re.ri (Coordinamento regionale rifiuti), le Assise della città di Napoli e presenti i comitati di Terzigno (Na), Serre (Sa), S. Arcangelo Trimonte (Bn), Maruzzella (Ce), Svignano (Av).

Nicola Capone, segretario generale delle Assise, ha denunciato fortemente come la " nuova emergenza rifiuti" sia strumentale alla realizzazione di nuovi inceneritori.

Da oltre 16 anni il comitato scientifico delle Assise di Napoli ( di chiara e accreditata fama internazionale, dalla UE definiti "esperti indipendenti") proclama che la soluzione del problema dei rifiuti a Napoli ed in Campania deve passare per il riciclo totale della materia, una seria differenziata che separi il tal quale dall’organico.

Tutto ciò è sistematicamente ostacolato a danno della popolazione da interessi politico trasversali di destra e di sinistra che hanno favorito con vergognosi compromessi e leggi antidemocratiche gli appetiti di lobby finanziarie nazionali ed internazionali. E’ possibile un altro modello di gestione del territorio. Basti pensare, prosegue Capone, che per la costruzione dei 4 inceneritori in Campania è stato deliberato un investimento di un miliardo e cinquecento milioni di euro, una cifra enorme a fronte dei centocinquanta milioni preventivati e richiesti per gli 11 impianti di compostaggio e far decollare la differenziata ove gli imprenditori del riciclo sono pronti da tempo ma paralizzati dall’immobilismo e dalla mancata responsabilità decisionale dei politici i quali ambiguamente legiferano in direzioni opposte ai reali interessi economici ed evolutivi della collettività campana.

Bisogna stare attenti perché la Campania si trova, suo malgrado,ad essere una piattaforma logistica di smaltimento rifiuti di tutta Europa ed al centro di smaltimenti illeciti che riguardano l’intera area del Mediterraneo comprendente anche la Somalia e l’Eritrea. Siamo nel bel mezzo di un ciclone che impiega militari, paramilitari, economia legale ed illegale, falsi tecnici.

Ed è in questo marasma generale che bisogna intervenire energicamente, rispettando la Carta Costituzionale. Il Prof. Ortolani, geologo Università di Napoli Federico II, ribadisce che fuori dal riciclo totale della materia non vi è che il disastro e di fronte ad una violazione sistematica della Costituzione italiana e dello Statuto regionale Campano non basta più indignarsi ma è d’obbligo ribellarsi.

 Bisogna partire dal principio che non bisogna inquinare perché l’inquinamento inficia non solo la salute delle persone ma l’intera economia campana. Abbiamo assistito inascoltati ed impotenti alla mancata bonifica delle discariche, alla mancata impermeabilizzazione delle stesse prevista per legge, al conseguente pericolo di inquinamento reale delle falde idriche. E’ stato violato l’articolo dello Statuto regionale che recita:"…tutela e valorizzazione dell’ambiente e del territorio, delle risorse naturali e del patrimonio rurale; la tutela degli ecosistemi e della biodiversità". I previsti danni ambientali conseguenti alle barbare attività delle discariche effettuate nelle ultime decine di anni da "tutti i poteri assoluti" purtroppo cominciano ad evidenziarsi. Chi pagherà?

Chi sarà punito per la progressiva distruzione dei beni comuni primari ( acqua, suolo, aria) che stanno intaccando ed intaccheranno la salute dei cittadini di oggi e di domani? Le pubbliche istituzioni devono riappropriarsi del controllo del territorio. Gli amministratori attuali e quelli che verranno devono governare come "cittadini della Campania" osservando lo Statuto Regionale, le leggi nazionali ed europee troppo a lungo violate deliberatamente. Per l’Avv. Debora Chiaviello la legge 23/2008 è un attentato alla salute dei campani ed al territorio in quando le continue deroghe di eccezionalità agli articoli di legge ne ostacolano la giusta funzionalità. Presente in sala la brava penalista ambientale Vittoria Operato la quale ha reso noto che Terzigno è compreso nell’elenco dei comuni sottoposti a monitoraggio nel registro dei tumori. Quindi si può fare ricorso penale per risarcimento danni e dimostrare che è sconsigliabile aprire in quelle zone un ulteriore discarica in seguito al principio causa effetto ora dimostrabile.

Tina Pollice

25/10/2010