La Voce del Quartiere
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Inceneritore ad Agnano Intervista a Domenico Romano
Nel dramma controverso della questione dei rifiuti a Napoli, altro allarme è stato procurato dall’affermazione del Sindaco Iervolino nell’aver individuato il luogo ove collocare l’inceneritore e precisamente nel perimetro ex base Nato ad Agnano. Il sig. Domenico Romano tecnico specializzato amministratore unico del complesso turistico alberghiero Tennis Hotel così commenta sbalordito: è impensabile solo immaginare di proporre l’ex base Nato come luogo ove costruire il temovalorizzatore per tre ordini di motivi. Il primo turistico: la ricchezza naturalistica , storica, geologica e vulcanica dell’area flegrea è attestata dalla letteratura pre romana sino ai giorni nostri. E’ documentato il potere terapeutico delle acque di origine vulcanica riscontrabili in tutta l’area flegrea riconosciute dal Ministero della Salute con decreto del 31 luglio 2007 riguardante il pozzo Adrian nel comune di Pozzuoli con riconoscimento delle proprietà terapeutiche per la balneofangoterapia e l’antroterapia. Le stesse terme di Agnano, note in tutto il mondo, alimentate dalle sorgenti termominerali di origine vulcanica, costituiscono una fonte di salute e benessere che richiamano un intenso flusso turistico. Altra attrattiva turistico sportiva, l’ippodromo di Agnano, tra i più antichi . Gli stessi americani sopraffatti da tale bellezza nel dopoguerra insediarono nella conca di Agnano un centro recettivo educativo e sanitario per i numerosi familiari della Marina Militare U.S.A. residente nell’area metropolitana napoletana sino a Castelvolturno ed a Grazzanise ed è proprio in quell’area che vorrebbero costruire il temovalorizzatore. Un’area che comprende numerosi edifici costruiti con moderne tecniche antisismiche alcuni dei quali alti 7 piani tra i quali un ospedale militare dotato di moderne attrezzature, ville, strade, giardini una scuola ed una chiesa. All’iniziativa americana corrispose l’iniziativa locale con la costruzione di numerosi complessi alberghieri, turistici e sportivi (Hotel S. Germano, Hotel Tennis, American Hotel, Monte Spina e tanti altri). Non si tiene poi in giusto conto delle attività artigianali costituite da piccoli insediamenti industriali ed una fiorente attività commerciale. Il secondo motivo che bisognerebbe considerare, prosegue Romano, è proprio di natura ambientale. La proposta non tiene in alcun conto del rischio vulcanico il più elevato in Italia in quest’area. La conca di Agnano è circondata dal monte Solfatara, dagli Astroni, dal Monte S. Angelo, dal Pendino di Agnano dal Monte Spina. Questa corona di monti di per sé , già adesso ,rende difficile la circolazione d’aria. Inoltre è da tener presente le varie opere di bonifica le ultime ancora in corso di realizzazione finanziate dalla stessa comunità europea. Tutto ciò mi conduce ad un terzo punto di natura economica che ricadrebbe sulle spalle di tutta la collettività, il costo richiesto dalla demolizione di un moderno , attrezzato e prezioso insediamento abitativo, unito alla penalizzazione e scomparsa degli insediamenti produttivi che la nuova opera farà scomparire unitamente allo stesso costo di costruzione del temovalorizzatore. Alla luce di tutto questo, ad un semplice cittadino sorge spontaneo chiedersi perché per la costruzione del temovalorizzatore si è proposto Agnano? e poi proprio quella zona di Agnano ex base Nato e non altra ad esempio nella piana ad ovest dell’edificio vulcanico degli Astroni. A chi conviene tutto ciò? Perché demolire per poi costruire penalizzando la fiorente economia locale da sempre richiamo turistico? N.d.R Mentre è in trascrizione l’ articolo, apprendo da Repubblica che il sottosegretario Bertolaso alle 16.20 del giorno 9 luglio ha incontrato il Sindaco di Napoli Iervolino per vagliare altri siti ove allocare l’inceneritore in quanto la commissione tecnico scientifica da lui voluta ha ritenuto non idoneo ad ospitare il temovalorizzatore il sito di Agnano per le seguenti criticità: rischio sismico, complicazione bradisismo, le future emissioni dei fumi ristagnerebbero in quanto la corona dei monti vulcanici non consente una ottimale circolazione d’aria.
09/07/2008 |