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Convegno
Un interessante convegno si è svolto
a San Vitaliano su "Modifiche e disposizioni riguardanti i reati
ambientali nel codice penale" organizzato dall’Associazione " I
Diagonali".
Relatori : Giuliana Di Fiore docente
di Diritto ambientale ed urbanistica Università Federico II Napoli,
Michele Buonuomo presidente Legambiente Campania,
Avv. Angelo Caliendo
Consigliere Comunale di San Vitaliano con delega all’ambiente,
Dr.
Luigi Cossentino dirigente ambientale ARPAC.
Per assicurare un livello adeguato di protezione
ambientale è necessario affrontare e risolvere il problema della
criminalità ambientale e poiché la criminalità ambientale ha spesso
natura transnazionali, gli autori dei reati possono trarre vantaggi
per i propri fini dalle asimmetrie che esistono nelle normative dei
diversi Stati Membri della comunità europea. Per questo motivo il
problema è stato affrontato dal Parlamento e dal Consiglio europeo con
una direttiva la n. 99 votata il 19 novembre 2008 sulla tutela penale
dell’ambiente. La direttiva istituisce un elenco minimo dei reati
ambientali gravi che dovranno essere considerati fatti penalmente
rilevanti in tutta l’Unione Europea qualora essi siano commessi
intenzionalmente o per grave negligenza. Già nel 2005 la corte di
Giustizia Europea aveva stabilito la competenza della commissione
Europea nell’adottare sanzioni penali atte a garantire la tutela
ambientale precisando, inoltre, che gli Stati Membri hanno tempo due
anni per fissare le modalità delle sanzioni nei riguardi di coloro che
danneggiano l’ambiente inteso come qualità dell’aria, suolo, acqua,
fauna e flora. Gli Stati Membri avranno tempo sino al 26 dicembre 2010
per conformarsi alle disposizioni europee. La presidente de "i
Diagonali" la Dr. Concetta Gallo ha sottolineato l’ opportunità di
questo convegno proprio per informare, diffondere il lavoro sinora
svolto.
Per la Prof.ssa Giuliana Di Fiore vari studi di settore hanno dimostrato
che solo sanzioni di natura penale hanno efficacia sufficientemente
dissuasiva e questo perché la sanzione penale è indice di una
riprovazione sociale di natura qualitativamente diversa rispetto alle
sanzioni amministrative o ai meccanismi risarcitori civilistici. A
volte le sanzioni di natura amministrativa o pecuniaria rischiano di
non aver sufficiente efficacia dissuasiva quando gli autori del danno
ambientale non sono solvibili o al contrario quando abbiano cospicue
risorse finanziarie. In questi casi possono essere necessarie pene
privative della libertà. Bisogna considerare , prosegue la Di Fiore ,
che gli strumenti a disposizione nell’ambito delle indagini penali e
dell’azione penale sono molto più incisivi di quelli predisposti dal
diritto civile o amministrativo e possono contribuire ad una più
efficace tutela dell’ambiente.
Il Presidente di Legambiente Campania, Michele Buonuomo, ha ricordato
che, secondo il rapporto, stilato annualmente da Legambiente, Ecomafia
2008, in Italia si verificano 86 reati al giorno, circa tre all’ora.
Le ecomafie fatturano complessivamente 18 miliardi e 400 milioni di
euro e tutti i dati rilevati riportano ( purtroppo) segno positivo
relativamente ad illeciti accertati (27%), persone denunciate(10%) e
sequestri effettuati (19%)
.Il Consigliere Comunale Avv. Angelo Caliendo auspicherebbe la
creazione di una stazione unica appaltante, tra i Comuni dell’area
vesuviana, sotto il controllo della Prefettura, per esaminare ed
evitare eventuali infiltrazioni malavitose nell’aggiudicazione di
appalti nel campo dei servizi ambientali.
Il Dr. Luigi Cossentino ha ricordato e citato la sentenza della Corte
Costituzionale n. 641 del 30/12/1987 la quale afferma che: " nel
nostro ordinamento giuridico la protezione dell’ambiente è imposta dai
precetti costituzionali ( art. 9 e 32) ed assurge a valore primario ed
assoluto." Noi, prosegue Cossentino, dobbiamo rivendicare il diritto a
vivere in un ambiente sano, dobbiamo divenire cittadinanza attiva. Se
lasciamo perdere, se rimandiamo il nostro impegno e deleghiamo ad
altri la soluzione dei problemi finirà che prima o poi ce li troveremo
fuori dalla nostra porta e sarà troppo tardi. Noi riteniamo che
l’introduzione del reato ambientale nel codice penale insieme all’art.
260 del Codice dell’ambiente, che ha introdotto il delitto di
organizzazione del traffico illecito di rifiuti, siano strumenti di
forte contrasto e attraverso un forum permanente si deve vigilare su
l’iter parlamentare dei D.L. In ultimo Cossentino ha rilanciato la
proposta di istituire nuovamente, come già attuata per breve periodo
dall’amministrazione comunale di San Vitaliano con il supporto della
protezione Civile, una cabina di regia della prefettura che parta dal
controllo del territorio ad opera delle amministrazioni locali
inserite in un disegno di coordinamento con le altre forze di
contrasto.
Tina Pollice

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