La Voce del Quartiere

Salvare una presentazione esistente su hard disk
o su supporti di memoria

 

I computer lavorano in memoria centrale, costituita da componenti elettronici che funzionano finché il computer è collegato alla corrente elettrica.

Quando il computer viene spento, se i dati sui quali si è lavorato non sono stati prima salvati su supporti di memoria esterni, si perde tutto il lavoro effettuato.

E’ importante quindi salvare i dati in un file da memorizzare sul disco rigido, ma lo è ancora di più operare salvataggi frequenti (per esempio ogni dieci minuti circa) per non avere problemi in caso di improvvise cadute di corrente a meno che non si disponga di un gruppo di continuità in grado di coprire le esigenze di alimentazione del computer per qualche minuto.

Il salvataggio sul disco rigido è il metodo più veloce per memorizzare file, ma certo non l’unico,

Se, per esempio, si deve trasferire il file di una presentazione su un altro computer, è utile salvarlo su un supporto di memoria di massa esterno (disketto, penna usb, CD-RW, hard disk esterno ecc.) per poterlo trasportare senza proble­mi.

Si procede in questo modo anche per motivi di sicurezza o per avere una copia di riserva del file, per salvaguardarsi da eventuali guasti del computer o del disco rigido. Comunque sia, dopo aver lavorato su una presen­tazione e sicuramente prima di chiudere il programma utilizzato occorre effettuare un salvataggio. La se­quenza operativa da eseguire è la seguente:

- Far e clic su File, nella Barra dei menu.

- Fare clic su Salva.

La finestra di dialogo Salva con nome appare solo la prima volta, perché occorre assegnare un nome al documento appena creato.

Sarà sufficiente scrivere il nome nella casella di testo Nome file e poi fare clic sul pulsante di confer­ma Salva; la presentazione verrà memorizzata nel file con il nome scelto seguito da un punto e dall’estensione che, come già detto, dipende dal programma che ha generato il file.

 

Nota: In Windows il nome completo di un file può essere lungo fino a 255 caratteri. La parte iniziale è quella del nome propriamente detto e può contenere lettere, numeri e spazi, mentre quella finale è relativa all'estensione, ovvero un punto seguito da un gruppo di caratteri, solitamente tre o quattro.

Per esempio, una presentazione che parli di una nuova automobile avrebbe i seguenti nomi:

- Nuova automobile.ppt, se creata con Microsoft Power Point

- Nuova automobile.prz, se create con Lotus Freelance Graphics Millennium.

- Nuova automobile.sdd, se creata con Sun Start Impress.

Se non si forniscono informazioni sul tipo del file, il programma lo memorizza nel proprio formato nativo, assegnandogli l’estensione corrispondente.

Se invece si intende assegnare al file un formato diverso, questo può essere scelto nel menù a discesa Tipo file: durante la memorizzazione il programma provvede a effettuare una conversione di formato, come se traducesse un documento da una lingua a un'altra.

Scegliendo Salva con nome si può quindi salvare il documento di presentazione attivo:

- Con lo stesso nome

- Con un nome diverso

e, indipendentemente dal nome, scegliere tra:

- Un drive

- Una cartella

- Un formato di file

Se la presentazione è stata letta dal disco o salvata almeno una volta, facendo clic su File e poi su Salva il programma salva la versione attuale della presentazione, ovvero cancella quella precedente e riscrive sul file la versione aggiornata al momento del salvataggio.

Per salvare il documento in modo più veloce, si può utilizzare l'icona Salva che reca il disegno di un dischetto (posta quasi sempre nella Barra delle icone, sotto la Barra dei menù), semplicemente facendovi un clic.

Questo metodo è da un lato comodo per salvare la presentazione con frequenza, senza perdere tempo con il mouse; dall’altro però richiede una certa attenzione in alcuni casi specifici.

Si supponga per esempio che sia stato aperto un documento di presentazione solo come modello per uno nuovo: è importante fare immediatamente clic su File e poi su Salva con nome, per cambiare la denominazione. In caso contrario, si corre il rischio di lavorare e fare invertitamene clic sull'icona Salva, cancellando così il contenuto del file originario.

La finestra di dialogo salva con nome è sfruttata in modo del tutto analogo a quella Apri, di cui mantiene organizzazione, componenti e funzionalità. Per salvare il file in una cartella diversa da quella predefinita, si può navigare nel file System, scegliere la nuova destinazione, completare con il nome e confermare sul pulsante Salva.

Analoga operazione va eseguita se si intende salvare il file su un supporto di massa esterno. Una volta aperta la finestra di dialogo, si può scegliere il drive nella quale salvare l’elaborato. Se invece si volesse Salvare il file in una cartella che ancora non esiste nel file system del disco, tra gli strumenti resi disponibili dal programma c'è anche un pulsatile che permette di crearla.

 

Rosy  Gubitosi

 

02/06/07