La Voce del Quartiere
|
NUOVO ARTIGIANATO PER LA DISOCCUPAZIONE DEL SUD
di
L'odierna fase economica viene affrontata dalla imprese con un massiccio impiego di capitali per una profonda ristrutturazione aziendale tramite una nuova organizzazione interna e dell'utilizzo dell'informatica nelle sue versioni di robotica e telematica. Ma questa rivoluzione al sud non ha avuto l'auspicato sviluppo. Qui si è trasformata in una crescente massa di disoccupati. Ed è questa massa di disoccupati che è oggetto delle ridicole ricette di demagoghi che proclamano, senza rendersi conto del ridicolo, di poter dare in un attimo "un milione di posti di lavoro". Bisogna essere seri e guardare la realtà per poter agire. Nel sud l'imprenditorialità di base, quella artigianale, è stata schiacciata dai grandi insediamenti industriali calati dall'alto, creando cosi le "cattedrali nel deserto" fabbriche non competitive senza una base culturale e strutturale che le regga con il conseguente fallimento e crescita della disoccupazione. Ecco allora che occorre ripartire da ciò che è "tradizionale" cioè ciò che è radicato nella cultura economica del sud e questo è l'artigianato. Questo con il suo carico di esperienza coniugato con le nuove tecnologie può essere il volano per lo sviluppo del sud e riassorbire la disoccupazione. In definitiva si tratta di trasformare le tante botteghe artigiane in medie e piccole imprese. Cosi la vecchia concezione di bottega artigiana viene soppiantata da un "artigianato computerizzato" che segue le richieste e i mutamenti del mercato ed immettendo sempre prodotti che abbiano una profonda radice "culturale locale". Questo nuovo assetto della realtà artigiale comporta un nuovo utilizzo delle manodopera, manodopera specializzata che in se unisce la fantasia con la conoscenza tecnologica. Dunque un nuovo impresa artigianale, supportato dallo "stato leggero", avrà anche la funzione di formare nuova cultura imprenditoriale e un nuovo modello di maestranza. Avremo un lavoratore -cittadino che forma il suo rapporto lavorativo stimolato dalla fantasia e dalla creatività delle millenaria civiltà meridionale. Ma anche un lavoratore-cittadino stimolato allo studio e alla comprensione di quei processi tecnici e scientifici di estrema sofisticazione. Dunque avremo nuovi protagonisti per la rivoluzione economica del Sud e per una società più giusta e democratica
|
10 Aprile 2002