La Voce del Quartiere

Tutta colpa del teatro!

di
Nicola Zanfardino

Italia: paese di santi, poeti e navigatori. E di teatranti, aggiungo io. Specie a Napoli e provincia, dove il teatro è da sempre uno sbocco essenziale ai patemi di una società in continua involuzione. Lo sappiamo bene ad Afragola, dove non mancano i problemi e per fortuna nemmeno i teatranti. Per questa volta, però, preferisco lasciare da parte i primi, per parlare solo dei secondi e in particolar modo di un gruppo teatrale, "La Maschera", che del teatro ha fatto il suo fedele compagno di vita.

Corre l’anno 1973 ed un gruppo di studenti, diciottenni o poco più, decide di mettere in piedi una compagnia teatrale. Si chiama, appunto, "La Maschera", e riunisce tutti giovani afragolesi. Oggi, con i suoi 36 anni di attività, "La Maschera" è l’esempio più longevo della grande tradizione teatrale afragolese. Un punto di riferimento essenziale per chiunque intenda avvicinarsi al teatro.

Ne so qualcosa. E’ stato così anche per me che, prima di dedicare la mia ludica capacità creativa alla tanto bistrattata televisione, ho cominciato proprio con il teatro e con quella allegra brigata, "La Maschera", di cui conoscevo vita, resurrezioni e miracoli, da quando bambino "culturalmente evoluto", non perdevo una prova degli spettacoli di mio padre e dei suoi amici.
Non è un racconto di parte il mio. Lungi da me. Oggi faccio altro e ho quotidianamente a che fare con attori, vip, valletti, vallette, grandi nomi e presunti tali, ma quelle prime esperienze di teatro e di scrittura teatrale me le porto ancora dentro. Per fortuna.
Non è un caso, quindi, se l’esempio de "La Maschera" è stato preso a riferimento da noi stessi figli, che, chi più chi meno, ci siamo ritrovati, al fianco dei nostri genitori su uno stesso palco. Non è un caso, nemmeno, se in quasi 4 decenni "La Maschera" ha accolto al suo interno più di 100 persone "bisognose" di teatro. E non è un caso, soprattutto, se il nucleo storico di questa compagnia ha resistito nel tempo, consolidandosi sempre di più e consolidando al contempo una grande amicizia. Biagio Zanfardino, Franco Russo, Gigino Caiazzo dentro "La Maschera" ci stanno dal quel lontano 1973 e non hanno mai pensato di uscirne. Così come non l’hanno fatto quelli che si sono aggiunti per strada poco dopo, come Mimmo Russo e Rosalba e Lorenza Izzo.
Il curriculum de "La Maschera", oggi, racconta non solo di pochade e commedie dell’arte, ma anche di percorsi teatrali sperimentali e di nuovi linguaggi espressivi. Contaminazioni culturali che talvolta sono diventate materia di laboratori per giovani e studenti. Il tutto, soprattutto grazie alla spinta di Biagio Zanfardino e Franco Russo, che hanno portato dentro il gruppo esperienze e conoscenze maturate in ambiti culturali diversi.
Biagio, Franco, Mimmo, Rosalba, Lorenza, Gigino e tutti gli altri, oggi professionisti in campi diversi, non hanno mai smesso nel corso degli anni la loro "amatoriale" passione. Una passione che li ha aiutati, di certo, a diventare quello che sono oggi. Una passione grazie alla quale, quel 1973, in fondo, non è, e non sarà mai, tanto lontano.

07/11/2009