La Voce del Quartiere

Napoli destinazione Meazza

di

Nicola Zanfardino
 

Prima l’Inter, poi la pausa. Si concluderà al Meazza di Milano il primo brandello di stagione del Napoli. L’inizio, solo l’inizio di un anno che si preannuncia più che mai intenso e da vivere tutto d’un fiato.

L’Inter, dunque, ipotetica avversaria in quella sfida scudetto della quale qui a Napoli, un po’ per prudenza e un po’ per scaramanzia, si preferisce non parlarne troppo. Eppure - a parlare - ci sono i risultati: 3 a 1 al Milan campione in carica, un pareggio a Manchester (con il City di Mancini) che poteva addirittura essere una vittoria, 2 a 0 contro il Villareal al San Paolo, con gli spagnoli letteralmente surclassati dalla grinta e dal gioco del Napoli di Mazzarri. In mezzo qualche prova così, così, contro la Fiorentina e soprattutto contro il Chievo, autentica bestia nera degli azzurri, usciti sconfitti anche quest’anno dal Bentegodi, con in campo una squadra di seconde linee, senza gran parte dei suoi cavalli di razza (Lavezzi, Cavani, Hamsik, Inler, Cannavaro, Campagnaro, Dossena). Ma non è questo il tempo delle recriminazioni. E nemmeno dei bilanci. C’è l’Inter da affrontare. Poi caso mai si potranno fare calcoli e riflessioni. Per quello che possono servire a questo punto della stagione.

Di certo ci sarà tempo per riposarsi, però. Due settimane di pausa per rigenerare corpo e mente e per permettere alla squadra di recuperare da un po’ di acciacchi. Cavani, vittima di una distorsione contro il Villareal, non ci sarà con l’Inter. Lavezzi e Aronica ci saranno, ma non al top della condizione. Infortunato da inizio stagione Donadel. Ancora fuori forma Pandev. A loro – e non solo – non può che far bene tirare un po’ il fiato. Sebbene gli impegni con le nazionali vedranno impegnati diversi giocatori del Napoli. Ma pure questo è un prezzo da pagare, se vuoi in squadra giocatori importanti.

Al di là di tutto, comunque, una pausa che per il Napoli può essere molto utile. Meglio se sarà affrontata col cuore reso sereno da un’altra vittoria di prestigio in campionato. Battere l’Inter, in questa momento, non significa ancora nulla di definitivo, ma di sicuro fa morale e crea sicurezza. Nei giocatori e nei tifosi. Anche perché, dopo la pausa, il gioco si farà subito duro: Parma e Cagliari in campionato e in mezzo il Bayer Monaco, in Champions, in una sfida che, probabilmente, dirà parecchie cose sul destino europeo del Napoli.

Insomma la strada da percorrere verso i grandi trionfi (quelli che a Napoli mancano da troppi anni) è lunga e tortuosa, ma quest’inizio scintillante non può che lasciare emozionanti speranze. Soprattutto se il Napoli dovesse battere l’Inter stasera. Già l’Inter, meglio non dimenticarsene. Meglio non pensare ancora alla pausa. E nemmeno ai trionfi. L’Inter, prima l’Inter. Poi, magari, tutto il resto.

01/10/2011