La Voce del Quartiere
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Metti una sera… al Cardarelli di Nicola Zanfardino Ieri sera ho avuto il dispiacere di passare tre lunghissime ore al pronto soccorso dell'ospedale Antonio Cardarelli di Napoli. Nulla di che, solo una brutta distorsione al collo del piede destro dovuta ad uno scontro di gioco, un po' maldestro, durante una partita di calcetto, ma mentre aspettavo su una scomodissima barella pericolante ho avuto modo di osservare da vicino un pezzo della Napoli che fa i conti con le stranezze della Sanità. Gente di cultura e classe sociale diversa che si fonde e confonde, attese di ore e ore non sempre giustificate dalle urgenze improvvise, medici e infermieri sull'orlo di una crisi di nervi, litigi più disparati tra codici gialli e verdi su chi meritasse di essere "servito" prima. Non mi dilungherò più di tanto sui problemi della Sanità napoletana e nazionale, ma voglio limitarvi a rendervi partecipi di una esilarante scena che si è consumata davanti ai miei occhi. L'episodio è avvenuto all'accettazione del pronto soccorso, dove una donna aveva portato il marito per problemi (mi pare di aver capito) neurologici. Vi riporto di seguito il dialogo avvenuto tra la signora in questione e l'infermiera incaricata di prepararle la scheda di "accoglienza": Infermiera: Signora possiamo ricoverarlo, ma c'è posto solo in barella... Signora: e dove lo ricoverate in neurologia? Infermiera: no, in ASTANTERIA... Signora: e che c'azzecca 'a GASTANTERIA, mica ce fa male 'a panza! Anche questa è Napoli. Anche al pronto soccorso trovi tempo e modo di farti una bella e sana risata. Menomale. O no? 13/03/2011 |