La Voce del Quartiere

   La tv finisce in… rete
      di
      Nicola Zanfardino



 È del 13 Gennaio 2010 la notizia che gran parte della programmazione televisiva di Mediaset sarà disponibile e visibile on-line. Una svolta importante che segue la scia già segnata dalla Rai, che, da tempo, permette di rivedere molti dei suoi programmi attraverso un attivissimo e ben organizzato portale internet. Un’operazione non da poco che induce una serie di riflessioni sul rapporto dei vari media tra loro e tra questi e gli utenti. Negli ultimi anni, spesso si è discusso della guerra all’ultimo sangue tra la "regina" tv e il "rampante" web: chi la spunterà? Chi avrà la meglio? Come se, per forza di cose, l’avvento di una nuova tecnologia dovesse soppiantare le precedenti. La storia, tuttavia, ci insegna che non è così. Andiamo per ordine. Una volta, tanto tempo fa, la stampa era tanto influente da essere considerata, addirittura, alla stregua di un "Quarto Potere". Poi venne la radio e la sua "immediatezza" che costrinsero la stampa e l’informazione cartacea

a puntare di più sull’approfondimento della notizia. Ancora qualche anno e arriva la  tv e il potere delle immagini che soppiantano la radio nel ruolo di "focolare domestico" e portano quest’ultima a ritagliarsi  uno spazio alternativo come "dama di compagnia", per esempio durante la guida o le pulizie domestiche. Passano i decenni e l’evoluzione tecnologica ci porta il computer e internet. Perché mai quest’ultimi dovrebbero portare alla morte della tv? Insomma la diffusione dei

  palinsesti televisivi su internet è l’ennesima riprova che i media non ammazzano altri media. Semmai, potremmo dire, inducono cambiamenti di rotta e, forse, di target. Non solo. Quest’ultimo "incrocio tecnologico", sta favorendo una sorta di  passo in avanti, misurabile, appunto, in termini di maggiore capacità di convergenza, e cioè di una approfondita e curata collaborazione tra i due media, che diventa, per entrambe, una sorta di elisir di lunga vita. Infine un’ultima riflessione. Forse la più importante. La distribuzione online dei programmi televisivi non è semplicemente un’opportunità in più per non perderseli.
È, piuttosto, un’imperdibile occasione, per l’utente, per assumere il pieno controllo del proprio tempo a disposizione, rispetto alla fruizione televisiva. E senza l’obbligo di stare a registrare, programmare timer, decidere in anticipo cosa vedere, per archiviarlo e vederlo poi.
E anche questa non è una cosa da poco. Se si considera che non solo con il digitale terrestre, ma anche con il satellite, molti programmi e film vanno in onda a più orari nella stessa giornata (spesso con la differita di un’ora), se si pensa al
"peer to peer" che permette di scaricare, con tempi sempre più veloci, quello che vuoi, se si tiene conto dei "cataloghi pay per wiew", grazie ai quali poter decidere, al momento, cosa vedere e pagare solo per quello che viene "consumato", allora è lecito sperare in un futuro, chissà quanto lontano, in cui non basterà mandare in  onda un programma in prima serata, piuttosto che in seconda o terza, per far sì che sia univocamente considerato come un programma rilevante. Chi "possiede" i contenuti, insomma, non potrà più determinare l’agenda dello spettatore. Tutto potrà essere visibile da tutti. In qualsiasi momento. E quando ciò sarà veramente avvenuto, beh, a quel punto conterà una cosa soltanto: la qualità del prodotto .Resta un’ultima, complicata domanda: che cosa s’intende, veramente, per "qualità" in televisione? Ma di questo ne parleremo un’altra volta. Forse.

15/01//2010