|
L’anno che verrà
di
Nicola
Zanfardino
L’anno vecchio
è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va: lo diceva Lucio Dalla
nel 1979. Sono passati oltre 30 anni da allora eppure le cose non sembrano
essere cambiate troppo. Un altro anno se ne è andato, dunque, con il suo
carico di rimpianti, rimorsi e promesse non mantenute e un altro è già
fuori alla porta che reclama di entrare, seguito, come al solito, da una
lunga scia di aspettative, speranze, sogni e progetti. Ma in attesa di
scoprire cosa ha in serbo per noi l’anno che verrà, mi sono divertito a
fare una carrellata (molto parziale) di personaggi che, nel bene e nel
male, hanno animato questo 2010, appena conclusosi. Andiamo a vedere.
Innanzitutto Julian Assange, il Robin Hood della
rete, che con il suo Wikileaks, sta mettendo terrore ai centri di
potere di tutto il mondo. A dirla tutta, per adesso, di cose concrete ne
ha dette poche. Sì, è vero, ci ha rivelato che i governi mondiali si
parlano e sparlano alle spalle come ciurme di zitelle indemoniate, ma
siamo ancora tutti in trepidante attesa, magari per il 2011, di qualche
rivelazione che sconvolga la nostra esistenza. Sempre che non si becchi un
ergastolo prima, o peggio ancora una condanna a morte. Dopo averlo
accusato di stupro, infatti, potrebbero presto imputargli l’allargamento
del buco dell’ozono, l’aumento dell’effetto serra per mezzo di eccessive
flatulenze o la creazione di una s.r.l. non meglio identificata con Osama
Bin Laden, Mangiafuoco e Gargamella. E con Milingo a fare da prestanome.
Staremo a vedere.
Proseguo la mia carrellata di personaggi che hanno movimentato questo 2010
nientemeno con Gianfranco Fini, il Jack Frusciante della politica
uscito dal gruppo, o meglio dal partito. Da pidiellino a futurista, da
ex fascista ad eroe della sinistra borghese, da Arcore a Montecarlo. Ma
quali saranno i nuovi scenari politici per il 2011? Tra le ipotesi più
accreditate c’è l’allargamento del grande centro - quello con Rutelli,
Casini e Fini – pronto ad accogliere anche il Pd, i fuoriusciti dal Pdl,
quelli dall’Italia dei Valori e pure quelli dalla Fiat. Oltre ai militanti
di Rifondazione Comunista, disposti a tutto, pur di smettere di passare le
giornate a giocare a Tressette nel salotto di casa Bertinotti. Un invito
scritto sarà certamente mandato a Domenico Scilipoti, Diego Armando
Maradona, la strana coppia Claudio e Marcello Lippi, Nicky Vendola (se
toglie l’orecchino), Nelson Mandela (se accetta di farsi un lifting) e
Osama Bin Laden (se si schiarisce la pelle come Micheal Jackson). Escluso,
come invece si era vociferato, il premio nobel cinese Liu Xiaobo, per
timore che possa lasciare troppo spesso la poltrona vuota durante le
votazioni importanti. Ovviamente, in una coalizione del genere, ci sarebbe
la difficoltà di dover scegliere un leader tra i tanti disponibili. Non
contemplato Berlusconi perché si rifiuterebbe di fare le primarie e
soprattutto di stare in un partito con gente che ha più capelli di lui, ad
oggi i più seri candidati sono Gianni De Michelis e Giulio Andreotti. Ma
nelle ultime ore sta spuntando l’ipotesi di un quadriumvirato costituito
da Bruno Vespa, il Gabibbo, Rita Pavone e Josè Mourinho, Staremo a vedere.
Altro giro, altra corsa. Stavolta tocca a Steve Jobs,
il Guglielmo Tell del microchip, che quest’anno ha fatto parlare di
sé per l’Ipad e per il nuovo Iphone. Milioni di persone in tutto il mondo
hanno comprato l’Ipad, il giorno stesso della sua uscita, salvo accorgersi
una settimana dopo di quanto fosse inutile. A tutt’oggi l’applicazione più
utilizzata sull’Ipad è quella che permette di leggere il giornale. Sarei
tentato di mettere a comparazione il prezzo dell’Ipad con quello di
qualsiasi quotidiano, ma so che tra i miei lettori ce n’è qualcuno che ha
comprato l’Ipad e non me la sento di infierire troppo. Dall’Ipad all’Iphone,
che non è partito nel migliore dei modi: chi mantiene il melafonino con la
mano sinistra copre l’antenna di ricezione e la linea cade. Insomma un
tiro... mancino, che anche i più assidui mela-fanatici hanno mal digerito.
Quale altra tecnologia ci aspetta, però, per il 2011? Un po’ di idee.
sparse Ipupu: la tavoletta del water interattiva. Basta sedersi e
s’accendono tutte le luci del bagno, mentre una voce a scelta tra quelle
di Belen, Pippo Baudo e Candy Candy declama in un dialetto a piacere le
principali notizie del giorno. Ipipp: lo slip che individua da solo un
principio di erezione e, a seconda dell’opportunità del momento, decide se
cominciare a vibrare, o far cadere cubetti di ghiaccio all’interno dello
slip. Al vaglio degli esperti, una versione anche per le donne. Ipronto:
il telefono intelligente che riconosce da solo le telefonate, in arrivo
dai call center e manda automaticamente l’operatore a quel paese. Con
possibilità di personalizzare le parolacce e le bestemmie da utilizzare.
Staremo a vedere.
Concludo (per il momento) la mia carrellata, parlando
di sport. Tra i tanti protagonisti di questo 2010, alla fine ho scelto
Antonio Cassano, il profeta della bestemmia. L’uomo che ha diviso
più volte l’Italia tra favorevoli e contrari. Prima in occasione della
mancata convocazione in Nazionale, poi dopo il vaffa al presidente
della Sampdoria Garrone, poi, ancora, quando è stato ingaggiato dal Milan.
Per il 2011 ha ricevuto una seria proposta di candidatura politica dalla
Lega. Pare che Umberto Bossi abbia detto a Roberto Maroni: almeno lui ci
riesce a dividere l’Italia! Anche Di Pietro, però, ci aveva fatto un
pensierino a Cassano. Queste le sue parole: caro Antonio, se passi con
noi, ti porto in Parlamento e ti faccio dire "vecchio di m…." ad
una persona che so io, ma che non posso indicarti davanti a tutti. Poi gli
ha sussurrato il nome in un orecchio. Il giorno dopo Cassano ha deciso di
andare al Milan. Sarà stata una coincidenza? Staremo a vedere.
Per adesso mi fermo qui. So che dai miei elenchi
mancano altri nomi di personaggi che, per un motivo o per l’altro, hanno
fatto parlare di sé, come, per esempio, Roberto Saviano, Sergio Marchionne,
Michele Santoro e qualche altro ancora, ma come dicevo all’inizio, questo
è solo un elenco parziale, provvisorio e soggettivo. In attesa di
ulteriori aggiornamenti vi invito tutti a soffermarvi sui buoni propositi
e auspici per l’anno che verrà. E, a tal proposito, cito ancora una volta
il buon Dalla: ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una
trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Staremo a vedere.
02/01/2011 |