L’Italia, si sa, è un paese di calciofili. Sono passate
solo poche settimane dall'inizio del campionato di serie A e già, pare,
che non si riesca a parlare d’altro. C’era davvero bisogno di calcio in
Italia, dopo un’estate passata a parlare quasi solo di politica: dalle ire
funeste di Fini, alle minacce di nuove elezioni di Berlusconi,
il tutto accompagnato da qualche (sempre più) flebile sospiro della
sinistra. Ma sì, diciamola tutta, non se ne poteva più di starsene a
disquisire su chi avesse ragione tra Silvio e Gianfranco o
su chi fosse più scaltro tra Nichy (Vendola) e Pierluigi
(Bersani). Meglio parlare di moviola, di rigori dati o non dati, di
tattiche di gioco, di grandi prestazioni e di vittorie e sconfitte
meritate o meno. Ma tra calcio e politica le differenze sono poi così
tante?
Tutto sommato no, direi. Non è certo difficile immaginare i partiti
politici come squadre di calcio, ciascuna con le proprie tattiche, i
propri schemi, i propri giocatori, inevitabilmente divisi, questi ultimi,
tra titolari e riserve, con qualche difficoltà in più, probabilmente, a
convincere quelli che stanno in campo, a lasciare il posto a quelli che
stanno in panchina. Ma cosa succederebbe se, come in ogni campionato che
si rispetti, a fine stagione i giocatori più rappresentativi di ogni
squadra si ritrovassero a giocare non più da avversari, ma insieme nella
stessa squadra, come in una sorta di grande Nazionale della Politica?
E così, domenica sera, nel mentre di un frenetico zapping tra
Controcampo e la Domenica Sportiva, mi è venuta un’idea
suggestiva: fare un elenco dei possibili convocati in questa fantomatica,
ma più che mai "onorevole", Nazionale. Per il ruolo di commissario
tecnico, il prescelto, a rigor di logica, dovrebbe essere Giorgio
Napolitano, quello, sulla carta, più adatto ad un ruolo super partes.
Tuttavia, così come Lippi, ex allenatore della Juve, portò in
Nazionale molti giocatori della sua ex squadra, non è da escludere che
Napolitano, ex partito comunista, tenderebbe a fidarsi maggiormente di
quelli che in passato hanno bazzicato dalle sue parti. Per questo,
immagino, che i vari D’Alema, Fassino, Veltroni, Bersani e
probabilmente pure Vendola, non farebbero fatica a trovare un posto
in squadra. Da Ct, vecchia maniera, poi, Napolitano tenderebbe a scegliere
giocatori di esperienza piuttosto che nuove promesse. Per questa ragione,
ipotizzo, Marini, Bindi e forse pure Finocchiaro e
Chiamparino, avrebbero qualche chance in più di Serracchiani e
Renzi. Mentre Rutelli, che ha preferito un ruolo da
protagonista in una piccola squadra, piuttosto che uno da gregario in una
grande, potrebbe pagare questa scelta con una mancata convocazione. Così
come Franceschini, Follini e Cofferati che rischierebbero di
rimanere fuori per discontinuità di rendimento. Ancora sotto osservazione:
Enrico Letta, Renato Soru e Massimo Cacciari.
Fin qui la sinistra, ma il difficile probabilmente verrebbe a destra. La
mancanza di feeling tra Fini e Berlusconi, costringerebbe
Napolitano ad una scelta drastica: rinunciare a uno dei due (o a entrambi)
per proteggere la serenità dello spogliatoio o convocarli tutti e due e
magari utilizzarli in una staffetta alla Rivera-Mazzola? Inutile
dire che la scelta dell’uno o dell’altro influenzerebbe anche altre
convocazioni: Bocchino, per esempio, non avrebbe troppe possibilità
senza Fini in squadra, mentre la presenza di Berlusconi potrebbe indurre
Napolitano a prendere in considerazione un jolly , tipo Capezzone o
Rotondi. Non ci sarebbero, in ogni caso, problemi per Gasparri,
La Russa (schierato in "Difesa"), Bondi e Tremonti.
Quasi certi la Carfagna, Alemanno e Alfano. In forse la
Meloni e la Gelmini. Possibili outsider: Michela Vittoria
Brambilla e Niccolò Ghedini, utile, quest’ultimo specialmente
se si dovesse rendere necessario trattare con gli arbitri per l’eventuale
introduzione di nuove regole "ad squadram".
Non mancherebbe, di certo, un posto in squadra per Di Pietro e
nemmeno uno per Casini (a centrocampo, ovviamente), mentre alla
grinta di Cesa potrebbe essere preferita la saggezza (tattica) di
Rocco Buttiglione. Una chance, a sorpresa, potrebbe avercela,
infine, Clemente Mastella, un "ambidestro" come lui, capace di
stare in campo sia a destra che a sinistra, con la stessa identica
disinvoltura, può tornare sempre utile.
A questo punto resterebbe un’ultima gatta da pelare per Mister Napolitano.
Come comportarsi con i "giocatori" della Lega? Calderoli e
Castelli, forse resterebbero comunque fuori per indisciplina
tattica, Bossi, perchè fuori forma. Ma per Maroni, di certo,
un posto in squadra lo si riuscirebbe a trovare. Resta da capire, però, se
lui risponderebbe a questa ipotetica fanta-convocazione. Probabilmente sì,
ma solo a tre condizioni: la sostituzione della maglia azzurra con una
maglia totalmente verde, l’abolizione dell’inno nazionale e della bandiera
tricolore, la garanzia che Casini e Di Pietro partano sempre dalla
panchina e giochino al massimo per non più di dieci minuti a partita. E
mai insieme, ovvio. O no?