La
Voce del Quartiere
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Che teatro la tv! di Nicola Zanfardino Cinquemilioni. Quasi sei, anzi. Sono tanti gli spettatori che hanno seguito su Rai Uno la Filumena Marturano di Eduardo De Filippo riportata in scena (e in tv) da Massimo Ranieri e Mariangela Melato. Un risultato inaspettato, forse per la stessa Rai. Non entrerò nel dettagli stilistici della performance teatrale di Ranieri: la traduzione dal dialetto all’italiano, le musiche di Morricone, sono tutti connotati formali più o meno condivisibili che possono piacere o meno a seconda del gusto individuale. Lascio ai critici di mestiere ogni giudizio in tal senso. Ma la Filumena Marturano di ieri sera è importante, a prescindere da tutto questo, perché sancisce la pace dopo tanto tempo tra il teatro e la televisione. Forse i più giovani non lo sanno, ma il teatro, anni addietro, ha scritto un pezzo di storia della televisione. Basti pensare che in quell’ormai lontano 3 Gennaio 1954, primo giorno di trasmissioni della televisione italiana, per la prima serata si decise di puntare proprio sul teatro: ore 21.45 va in scena L’Osteria della posta di Goldoni. E’ solo l’inizio di un idillio forte che prosegue a lungo, con tanti appuntamenti che in quella "Prosa del Venerdì" portano sul piccolo schermo un pezzo di storia della drammaturgia teatrale: Shakespeare, Sofocle, Plauto, con spettacoli tutti rigorosamente in diretta, visto che la tecnologia di allora non consentiva la registrazione. Negli anni 60 e 70, poi, il teatro in televisione ha soprattutto un nome: Eduardo De Filippo, ebbene sì, proprio lui, è stato tra i primi a capire le potenzialità del nuovo mezzo e allo stesso tempo è stato capace di conservare anche in tv le atmosfere teatrali, i suoi tempi, le sue regole. E così succede che ragazzi come me (io sono nato nel 1981) scoprano il grande Eduardo dalle videocassette con le registrazioni delle sue commedie fatte per la televisione. Eduardo muore nel 1984 proprio negli anni in cui il rapporto tra il teatro e la tv sta andando in crisi: arrivano le tv commerciali, cambiano i ritmi, il teatro è roba del passato, decreta qualcuno. E a nulla vale il tentativo (tenue) di Raidue di ridare slancio al teatro in tv con "Palcoscenico", sprazzi di teatro italiano, in onda prima in seconda serata, poi addirittura in terza, quando anche i più appassionati hanno troppo sonno per resistere davanti alla tv. Cambia poco fino ai giorni nostri, con qualche rara eccezione per qualche spettacolo natalizio, per qualche musical e per quel Vajont di Paolini che qualche anno fa fece stupore per aver messo insieme più di tre milioni di persone davanti ad una performance di teatro d’inchiesta. Questa è la storia fino a ieri, fino a Filumena Marturano. Ancora Eduardo, ancora lui a far riscoprire il teatro, magari anche ai più giovani, quelli che Filumena Marturano, Napoli Milionaria, Natale in casa Cupiello, forse nemmeno sanno cosa siano. E allora tutti seduti che comincia lo spettacolo. Il teatro è tornato. Luci, mezze luci, buio. Sipario. 03/12/2010 |