La Voce del Quartiere
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Aspettando l’Oscar di Incredibile, ma vero: due ex coniugi si sfideranno a
colpi di Oscar. Si tratta di James Cameron e Kathryn Bigelow,
registi rispettivamente di Avatar e The Hurt Locker, i due
film che hanno raccolto, qualche notte fa, il maggior numero di nomination
per il premio cinematografico più ambito del pianeta: 9 a testa. Tra cui,
ovviamente, anche miglior film e miglior regia. Una storia che sa
dell’inverosimile e che condisce ancor di più di attesa la cerimonia che
si terrà il prossimo 7 Marzo al Kodak Theatre di Los
Angeles. Una sfida resa ancor più appassionante, poi, dalla totale
diversità di generi dei due film. Il primo, Avatar,
ultra-futuristico e ultra-tecnologico. Il secondo, The Hurt Locker,
improntato più sui contenuti che sul potenziale attrattivo delle immagini.
Altra novità dell’edizione di quest’anno, poi, è l’allargamento delle
nomination, dalle tradizionali 5, alle attuali 10, per il miglior film.
Così oltre ai due film già citati, posso ancora sperare nell’ambita
statuetta, tra gli altri, Quentin Tarantino e i suoi Bastardi
Senza Gloria, i fratelli Coen (campioni in carica con Non è un
paese per vecchi) in lizza con A Serious Man e, per la prima volta,
addirittura un film di animazione come Up. Scorrendo le altre
nomination degli altri premi, non mancano nomi noti, come George
Clooney e Morgan Freeman, aspiranti miglior attori protagonisti
rispettivamente per Up in the Air (altra pellicola, tra l’altro,
candidata anche a miglior film) e Invictus (in cui interpreta
nientemeno che Nelson Mandela). E poi Sandra Bullock (per The
Blind Side) e la solita nota Maryl Streep (per Julie & Julia),
due dei cinque nomi al femminile per la statuetta di miglior attrice
protagonista. Tra i non protagonisti due pezzi da novanta: Matt Damon
(per Invictus) tra gli uomini e Penelope Cruz (per Nine)
tra le donne. Come al solito, però, non è detto che l’indice di popolarità
alla fine faccia realmente la differenza. Niente nomination invece per
Baaria di Giuseppe Tornatore come miglior film straniero. A
tenere alto il nome dell’Italia ci saranno, invece, Il Divo,
candidato per il miglior trucco, Alessandro Camon, co-sceneggiatore
di The Messenger (per la statuetta alla migliore sceneggiatura) e
due italiani di nascita, ma americani di adozione professionale: Mauro
Fiore (miglior fotografia per Avatar) e Marco
Beltrami (miglior colonna sonora per The Hurt Locker). Tante
nomination, tanti grandi nomi, tanta suspense e, c’è da scommetterci,
tanto, tanto spettacolo. Che vinca il migliore.
06/02/2010 |