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L'aggressione
subita dal disabile di Roma che è riuscito a sventare un borseggio e
subire le violenze dei tre ladri, ripropone il disagio dei cittadini
costretti a utilizzare il mezzo pubblico, infestati da questa ciurma di
ladri, una volta definiti "mano di fata" e, ora sempre più violenti, alla
minima ribellione.
di
Mario Carillo
Superate le
feste natalizie, smaltite le vacanze, ecco ricomparire più compatto che
mai, l'esercito dei borseggiatori, sui mezzi pubblici. Sempre gli stessi,
con qualche ritorno per il recente indulto e new entry di stranieri, alle
solite fermate, Piazza Garibaldi, nei pressi della Circumvesuviana, Piazza
Municipio, Piazza Dante, Museo Nazionale, Piazza Vittoria, Mergellina con
marsupio, giacca sul bracco sinistro, per meglio operare. "Usa il mezzo
pubblico", lo slogan delle Aziende di trasporto, non si capisce bene se è
un invito o una minaccia, visto le attese bibliche di tram e pullman,
sempre superaffollati con questi tristi personaggi. I passeggeri, li
riconoscono subito, come pure gli autisti dei pullman e il personale della
polizia che si reca nei vari uffici; meno i forestieri e gli sprovveduti.
Operano in maniera rozza, facendosi vedere
da altri viaggiatori, ma mentre "l'esecutore lavora", i compagni lanciano
sguardi minacciosi a chi si mostra indiscreto. E se qualcuno osa cercare
di avvertire la vittima pestandogli un piede o mollandogli un calcetto,
quelli non esitano a rifilare una gomitata nello stomaco del ficcanaso. Se
l'avvertimento è più scoperto, allora non c'è ragione di cautela. Il
segnalatore è coperto di insulti volgari o colpito da pugni e schiaffi.
Nessuno interviene per paura di rappresaglie. Non sorprende più di tanto
che ci sia in giro un manipolo di delinquenti comuni; quello che preoccupa
è la tracotanza. Spesso se ne incontrano quattro-cinque sullo stesso
mezzo. Qualche volta scendono dalla porta centrale per risalire da dietro
per una maggiore ricognizione.
Spingono per coprire il complice.
Circondano la vittima che non ha via di scampo. Lavorano alla luce del
sole, guai a sguardi indiscreti. Alla fermata di Via Giordano Bruno, nei
pressi dell'Ostello per la Gioventù, due straniere che cercavano in tutti
i modi di proteggere zaino e borsa nello scendere, una di loro, si è
guadagnata una manata sul sedere. Come biglietto da visita non è male.
Negli incontri in Prefettura per l'ordine
pubblico mai un accenno a questo fenomeno che pure è diventato di allarme
sociale. Essere alleggerito del portafogli, dei documenti, di effetti
personali è un bel guaio. Quante lacrime per essere stato derubato. Le
pene per eventuali arresti sembrano irrisorie e scoraggiano le forze di
polizia. Reiterando il misfatto però, alla fine la pena potrebbe essere
considerevole. Non condanniamoli alla galera ma almeno, ai servizi
sociali, all'assistenza degli anziani presi di mira.
Considerato che le decalcomanie affisse in
un indecifrabile vernacolo, le telecamere, installate su alcuni pullman
non hanno dato risultati, perché non ricordare, sulle paline alle fermate
e sui display sui mezzi, magari con un bip, tra un flash e l'altro, che in
circolazione ci potrebbero essere dei malintenzionati ? Sembra una forma
corretta e non denigratoria per la città; anzi di progresso, poiché il
fenomeno è comune a molte località. Bologna per non scoraggiare i
passeggeri ha istituito polizze assicurative in caso di furto e
distribuito vademecum per il turista. Vienna non è da meno, nell'avvertire
i turisti da eventuali pericoli. Lo stesso Comune di Napoli, ha
distribuito "istruzioni per l'uso" e gli albergatori distribuiscono
orologi falsi per non far rubare costosi rolex, ai propri clienti.
Se prima all'arrivo del "controllore", il
borseggiatore con un sorrisino scendeva dal pullman, ora, fornito di
tessera di libera circolazione perché nullatenente, ha diritto a viaggiare
e depredare chi contribuisce al deficit delle Aziende di pubblico
servizio.
Il borseggio, in genere, non è denunciato,
fatta eccezione per i casi in cui la vittima perde insieme con il denaro
anche i documenti. La rapina invece come gli altri reati finiscono nelle
statistiche del ministero e fa notizia.
Non vorremmo credere che a Napoli si
chiudesse un occhio su questi malfattori per non allargare la schiera di
scippatori e rapinatori. Sarebbe una resa con sempre più vittime.
11/01/2007 |