La Voce del Quartiere

 

Piedigrotta 2008 La festa di Napoli
 

di
 Mario Carillo
 

Sospesa nel 1995 e riproposta l’anno scorso, la festa di Piedigrotta in programma dal 4 al 14 settembre, punta principalmente sulle canzoni. Ventidue brani in gara. Nino D’Angelo patron dell’evento ha dichiarato, durante la conferenza stampa al Teatro Trianon, che “Tutti i testi delle canzoni presentate parlano dei problemi di Napoli”. “Da molti anni - ha aggiunto il direttore artistico – viviamo una profonda crisi musicale. Non c’è più spazio per cantanti e autori, eppure moltissimi si prendono “’O sole mio” che, come si ricorderà fu lanciata nella Piedigrotta del 1898 e se la portano in giro per il mondo”.

    Madrina della manifestazione Sophia Loren, sul palco di Piazza del Plebiscito il 7 settembre salirà anche Josè Carreras che si cimenterà sulla canzone napoletana e sul flamenco. Le altre location dell’evento dove si esibiranno i cantanti selezionati da una rosa di 97 partecipanti, sono San Martino e la Rotonda Diaz.

    La festa ha origini antichissime. Dove oggi si trova il Santuario di Santa Maria di Piedigrotta, luogo eletto per i festeggiamenti, sorgeva un tempio dedicato a Priapo che era festeggiato nel mese di settembre. Con l’avvento del cristianesimo, il tempio passò alla Vergine, ma i napoletani non si scomposero e continuarono a festeggiare la ricorrenza con musica e fuochi.

    La manifestazione, divenuta di largo richiamo già nel Quattrocento - scrive lo storico Franco Mancini, nella bella pubblicazione “Luci di Piedigrotta” - subì nuovo impulso con l’avvento di Carlo di Borbone e la conseguente promozione di Napoli al rango di capitale. Dopo il 1734, l’improvviso rilancio della vita cittadina si fece, infatti, sentire anche sul tono festoso del corteo reale che, accresciuto dall’imponenza delle truppe squadronate lungo il percorso, attraeva un numero sempre crescente di cittadini e di pellegrini provenienti dagli angoli più remoti del regno.

   Sul versante popolare, invece, grande importanza aveva assunto l’uso di rustici carri addobbati con frasche e fiori, e ciò non tanto per il loro aspetto gradevole ma privo di qualsiasi pretesa estetica, quanto per il ruolo svolto nella gara canora che tra il 7 e l’8 settembre. In quella fatidica notte le canzoni cantate sui carri e replicate nella storica grotta, venivano, infatti, sottoposte al sovrano giudizio del popolo che, in un secondo momento, consacrava con il titolo di “Figlia della Madonna” il motivo vincente”.

    Una rivista dei primi anni del’900, La maschera di Piedigrotta, oltre a pubblicare spartiti e versi delle composizioni di Bovio-Nardella, Di Giacomo-Borg, Macchia-Capua, De Curtis-Napoletano, scriveva “La verità è che neanche noi abbiamo saputo o voluto resistere energicamente all’uragano canoro che si abbatte sulla nostra città dalla metà di agosto alla metà di settembre e che è designato con un nome che è un simbolo: Piedigrotta.

        Spulciando ancora i giornali esposti lo scorso anno, in Palazzo Reale, a cura dell’Emeroteca Tucci, si legge nella “Domenica” diretta da Francesco Mastriani del 1867, anno del colera, con migliaia di morti: “I nostri popolani non intermisero di festeggiare co’ soliti baccanali la notte dell’8 settembre; ed il più strano si è che non mai come quest’anno eglino si abbandonarono ai più deplorevoli stravizi, quasi a cinica disfida della dominante epidemia. A quali tristi riflessioni non debbe indurre un tale stato di selvaggio epicureismo!”

    Come appare evidente, sin dalle prime edizioni, la canzone è stata sempre il motivo principale di una festa di bagordi e spensieratezza.

  Nei dieci giorni di festeggiamenti sfileranno i caratteristici carri allegorici fatti di colla e cartapesta che dai quattro della scorsa edizione passeranno ad otto, affidati alle mani dei maestri artigiani di Nola, gli stessi che hanno costruito i gigli che hanno sfilato prima in Portogallo e poi a Valencia in Spagna. L’evento è stato presentato alla Bit di Milano, alle fiere di New York, Berlino e Londra. Costo dell’operazione un milione e quattrocentomila euro. La conclusione sarà pirotecnica con i fuochi a mare.

   

26/08/2008