La Voce del Quartiere

 

Omaggio a Capodimonte

Da Caravaggio a Picasso

di
Mario Carillo

 

Per la festa dei cinquant’anni del Museo di Capodimonte, il soprintendente Nicola Spinosa, ha "invitato" una settantina di "ospiti di riguardo" da Caravaggio a Picasso, artisti che hanno avuto nel corso della loro attività un ruolo significativo per la cultura napoletana e mediterranea.

La mostra "Omaggio a Capodimonte: festa per un compleanno", inaugurata, martedì 23 dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, resterà aperta fino al 20 gennaio 2008.

La decisione di costruire la reggia di Capodimonte fu presa da Carlo di Borbone, nel 1738 per sistemare le collezioni d’arte donategli dalla madre Elisabetta Farnese. Il museo prima farnesiano e poi borbonico fu chiuso definitivamente nel 1799. Dopo alterne vicende e trasferimenti il Real sito fu destinato, subito dopo la guerra, ad accogliere di nuovo un museo di cui fecero parte la pinacoteca nazionale, ospitata nel Museo archeologico e le preesistenti collezioni. Il palazzo divenne sede della Soprintendenza alle Gallerie della Campania, del Museo e delle Gallerie nazionali inaugurate il 5 maggio 1957 dal soprintendente Bruno Molajoli con l’allestimento museografico di Enzo Bruno De Felice.

La festa di compleanno è stata allestita sui tre livelli espositivi del Museo, ritenuto uno dei più importanti d’Europa. Nelle oltre cento sale sono affiancate alle opere permanenti, quelle ospitate per l’occasione: una combinazione e una ‘contaminazione’ che in molti casi, hanno comportato la presenza dei nostri dipinti del quattro o del cinquecento accanto alle tele dell’Otto o del Novecento date in prestito e l’inserimento di tele del Sei, del Sette o degli inizi del secolo scorso.

Delle oltre settanta opere esposte, almeno ventiquattro provengono da collezioni private, le altre dai maggiori musei mondiali (Metropolitan Museum di New York, National Gallery di Londra, Louvre, Prado, Kunsthistorisches Museu di Vienna, Museum of Fine Arts di Boston, Museo Puskin, musei vaticani).

Le opere ospiti sono evidenziate con una descrizione in verde, dal giovane Caravaggio a Picasso, da Rembrandt a Basquiat, da Rubens a Boccioni o Bacon, accanto ai nostri Simone Martini, Masaccio e Botticelli, di Mantegna, Giovanni Bellini e Tiziano, Raffaello e Michelangelo, di Colantonio e Battistello Caracciolo, Polidoro e Ribera, Anielllo Falcone e Luca Giordano, Mattia Preti e Alberto Burri o Andy Warhol, Francesco Solimena e Kounellis o Mario Merz, Giacinto Gigante, Domenico Morelli e Mimmo Paladino o di tanti altri maestri "antichi" e contemporanei presenti a Capodimonte, cosi come accanto ad opere, come quelle di Anselm Kiefer e di Giulio Paolini.

Una "festa di compleanno – ha dichiarato il soprintendente Spinosa – di uno tra i più importanti musei italiani ed europei, per quantità, varietà e qualità delle sue collezioni di storia e d’arte, come per i suoi moderni ed efficaci criteri espositivi: una festa alla quale abbiamo voluto invitare, perché ne fossero artefici e i protagonisti, musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private".

Sono mancati i contributi degli enti locali – si è lamentato il soprintendente. Quello che non abbiamo avuto dalle istituzioni, l’abbiamo ottenuto dai privati. Purtroppo per il Museo di Capodimonte non è prevista una fermata della metropolitana che passa a poca distanza o a un collegamento con il Museo archeologico.

Per il gran finale della festa, il 18 aprile la mostra su Salvator Rosa e una su Vincenzo Gemito a Villa Pignatelli. Dopo le mostre sul’600, ’700 e ‘800 perché non pensare ad una mostra sul’900 e un ritorno sulla civiltà del ‘600, ha detto Spinosa per chiudere in bellezza la mia carriera.

26 10 2007