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Napoli-Portici
Su rotaje di ferro
di
Mario Carillo
La strada a
rotaje di ferro Napoli-Portici, al centro della conversazione svoltasi
nella sala del consiglio provinciale di Santa Maria La Nova, alla quale
hanno preso parte eminenti cultori della storia della città. Ha aperto i
lavori il consigliere provinciale Luigi Rispoli, evidenziando lo stato di
fatiscenza di quello che rimane del primo tratto di ferrovia costruito in
Italia, inaugurato nel 1839 da re Ferdinando II di Borbone.
Il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, ricordando le potenzialità di un
recupero dell’antica ferrovia, si è soffermato sulla possibilità di creare
un collegamento dal Granatello, vecchia stazione della gloriosa ferrovia,
al Vesuvio. Anche l’assessore all’edilizia del Comune di Napoli, Felice
Laudadio, ha auspicato interventi su quello che rimane della stazione
Nolana, struttura ridotta a poco più di un rudere, sostenuta all’interno
da un albero di fico e all’esterno da tabelloni pubblicitari, tubi di
ferro e circondata da venditori di prodotti di infima qualità. Gli
architetti Mario De Cunzo e Franco Lista, si sono soffermati su "Traguardo
recupero"; l’urbanista prof. Aldo Loris Rossi, da par suo ha spiegato lo
sviluppo abnorme della città. Per la Storia Inesausta sono intervenuti:
Antonio Formicola, Antonio Gamboni, Gabriele Marzocco e Luciano Salera,
ricostruendo l’affascinante storia di uno dei primati dell’Italia
pre-unitaria. Ha coordinato i lavori Umberto Franzese.
La ferrovia, costruita in soli tre anni, su unico binario, si snodava
lungo il sobborgo di Santa Maria di Loreto, sui ponti dell’Arenaccia, del
fiume Sebeto per poi proseguire verso la strada Regia delle Calabrie,
costeggiando la spiaggia, lungo il miglio d’oro, dove l’aristocrazia
napoletana iniziava a costruire lussuose ville per le vacanze.
Testimonianza della lungimiranza di Re Ferdinando, il Regio Opificio
Pirotecnico e della locomotiva, che arrivò a contare fino a 700
dipendenti, oggi Museo di Pietrarsa, unico nel suo genere e
momentaneamente chiuso. Si estendeva su 45.000 metri quadrati e
comprendeva fonderie, officine meccaniche e scuole per carpentieri e
rimase in funzione sino al 1975. Tra i modelli esposti la locomotiva del
1839, quattro vagoni del viaggio inaugurale, caldaie termiche, lanterne,
magli, tronconi di binari.
4/2/2007
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