"La clemenza di Tito" di Wolfgang Amadeus Mozart
con il maestro Jeffrey Tate alla direzione dell’orchestra per la regia
di Luca Ronconi, ha dato il via alla nuova stagione del più antico
teatro lirico d’Europa. I costumi creati dal couturier Emanuel Ungaro,
le scene di Margherita Palli, le luci del light designer A. J.
Weissbard, il maestro Salvatore Caputo alla direzione del coro, con
Gregory Kunde, nel ruolo di Tito, affiancato in scena da Teresa
Romano, Elena Monti, Monica Bacelli, Vito Priante e Francesca Russo
Ermolli. Musicata su libretto di Caterino Tommaso Mazzolà.
L’opera ebbe la sua prima rappresentazione il 6
settembre del 1791, al Nationaltheater di Praga, in occasione
dell’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia. Proprio al Teatro di
San Carlo, il 14 maggio del 1809, si tenne la "prima" italiana con le
scenografie dello stesso Niccolini che, nel medesimo anno, aveva
progettato la nuova facciata del teatro e che ne avrebbe in seguito
curato la ricostruzione.
Nel palco d’onore, con Napolitano la signora Clio,
il sottosegretario Gianni Letta, in rappresentanza del governo,
Antonio Bassolino, presidente della Regione, Rosa Russo Iervolino,
sindaco di Napoli, Luigi Cesaro, presidente della Provincia, il
cardinale Crescenzio Sepe, l’ètoile Roberto Bolle. A fare gli onori di
casa il commissario del Massimo, Salvatore Nastasi, coordinatore
dell’immane lavoro di restauro.
"Oggi il San Carlo è un teatro tecnologicamente
avanzato – afferma il presidente della repubblica - come lo sono pochi
altri in Italia, in Europa e nel mondo". Ci sono tutte le condizioni
perché operi ai massimi livelli", aggiunge. "Un’acustica unica e
splendida, un patrimonio da tutelare con cura", raccomanda Salvatore
Accardo. Una cassa armonica perfetta, dice Riccardo Muti.
"Una bellezza strabiliante", il commento del
giornalista inglese del Guardian. Plauso anche dallo scelto pubblico
nel constatare l’eccellenza dei delicati e complessi lavori di
restauro, ristrutturazione interna e ammodernamento tecnologico della
macchina scenica, che hanno interessato la sala, i palchi, il
palcoscenico e tutti gli spazi interni alla settecentesca struttura.
Lavori all’avanguardia, la torre scenica su tredici livelli di cui tre
sotto il livello stradale, impianto di climatizzazione, ottanta motori
per movimentare le scene, sessanta chilometri di cavi per le mille
prese per le luci. Una ristrutturazione radicale che, nel rispetto
delle originarie architetture ricostruite dopo il devastante incendio
del 1816 dall’architetto Antonio Niccolini, lo ha però trasformato in
uno dei teatri in assoluto tra i più moderni al mondo.
Successo per la vendita dei biglietti, maggiore dei
biglietti d’invito. "La clemenza di Tito", dopo la "prima" sarà
replicata il 29 e 31 gennaio e il 2 e 4 febbraio.
Info: www.teatrosancarlo.it