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Il presepe
di San Gregorio Armeno
di
Mario Carillo
Il cuore antico di Napoli, patrimonio dell’Umanità, nel periodo
natalizio si rianima con la miriade di botteghe artigiane di presepi e
pastori lungo Via San Gregorio Armeno e nei vicoli adiacenti.
Gli artigiani fanno a gara nel proporre le loro ultime creazioni. Le
nuove leve accanto alla Madonna, San Giuseppe e il Bambinello spesso
espongono con dubbio gusto, personaggi pubblici da Obama a Berlusconi,
da Marrazzo a Natalì da Brunetta a Tremonti da Lavezzi a Quagliarella,
Maradona vanta anche un’edicola votiva con una ciocca di capelli. I
veterani, per fortuna, seguono la vecchia scuola delle sculture
tradizionali del Settecento, incantando grandi e piccini. Tra i
visitatori, nostalgici alla ricerca del pezzo mancante alla scenografia,
collezionisti che arrivano dall’Italia e dall’estero. Da qualche tempo,
bandite le composizioni di plastica, sono apparsi congegni meccanici per
muovere braccia e gambe del cantiniere o del beccaio.
Nella bottega dei Ferrigno, rinomati pastorai, si nota l’assenza del
capostipite Giuseppe, venuto a mancare da poco. Il figlio Marco è
impegnato a continuare l’attività tramandata dal nonno al padre, stimato
creatore di statuine che hanno fatto il giro del mondo.
Dopo la mostra di Parigi e il presepe richiesto dalla corte del re di
Spagna, l’anno prossimo sarà la volta della Russia che esporrà nella
cattedrale ortodossa una composizione promessa dal cardinale Crescenzio
Sepe al patriarca di Mosca.
La strada di Spaccanapoli, tra il decumano inferiore e quello superiore,
vanta oltre alla folkloristica fiera dei pastori, testimonianze uniche
come il seicentesco campanile di San Gregorio Armeno con il Chiostro e
la Chiesa che custodisce una teca di Santa Patrizia che ogni martedì
compie il miracolo della liquefazione del sangue. All’inizio della
stradina, nel palazzo dove nacque San Gennaro, opera dalla fine dell’800
il laboratorio dei fratelli Lebro maestri intagliatori di statue
esportate in tutto il mondo e, ultimamente restauratori del prezioso
presepe Cuciniello nel Museo di San Martino e della collezione della
duchessa Orsini, esposto ogni anno nella chiesa di Santa Maria in
Portico.
Per i turisti che affollano la stradina dei pastori le sorprese non
finiscono qui, nella stessa via di San Gregorio Armeno la Chiesa di San
Gennaro all’Olmo, San Biagio Maggiore, la casa dove visse G.Battista
Vico, figlio di libraio e a poca distanza il Foro di Napoli, gli scavi
di San Lorenzo Maggiore con un edificio alto medioevale, il tempio dei
Di oscuri, il Teatro di Nerone nella città sotterranea. Più avanti vi è
una lapide che ricorda la casa di Francesco de Sanctis e il Palazzo
Filomarino dimora e biblioteca di Benedetto Croce.
Il presepe come rito religioso fu creato per la prima volta nel 1223 da
San Francesco d’Assisi nel bosco di Greccio. Nel Quattrocento diventò
popolare anche a Napoli e nel 1716 con l’arrivo di Carlo III di Borbone
si sviluppò una vera e propria arte.
Maestri come Nicola Sammartino, Domenico e Antonio Vaccaro, Felice
Bottiglieri, Nicola Somma si dedicarono alla realizzazione di teste di
personaggi con espressioni di profonda umanità; altri si dedicarono alle
mani e ai piedi; ancora chi impagliava cestini riempiendoli di frutta,
pollastri e uccellagione e le dame curavano i vestiti.
Ai fini intenditori non mancherà una visita ai presepi più importanti
della città. Nel Museo di San Martino scenografia animata da centinaia
di pastori e animali, donata dall’architetto Cuciniello nel 1879. Nelle
sale adiacenti una composizione da record. Venticinque pastori e 13
animali in un guscio d’uovo. Nel Palazzo Reale il presepe del Banco di
Napoli, oltre duecento figurine e numerosi accessori provenienti da
collezioni private, modellati da grandi scultori come Sanmartino,
Francesco e Camillo Celebrano, Angelo Viva, Salvatore Franco. In ogni
chiesa come Gesù Vecchio, Santa Chiara, Santa Maria del Parto, Spirito
Santo "scogli" che risalgono al sette-ottocento di fini scultori.
Gennaro Moscatelli, perito elettronico dell’Enel, animatore
dell’Associazione Amici del Presepio, ha collezionato medaglie e
riconoscimenti per le sue creazioni di frutta in cera, pastori di due
centimetri e presepi in cornice di piccole dimensioni. Professionisti,
impiegati, operai durante le ore libere dal lavoro si dedicano alla
creazione di statuine di creta e, nel periodo natalizio le espongono
nelle mostre allestite nelle sale Valeriana del Gesù Nuovo, di San
Severo al Pendino di Via Duomo e nella sala di Santa Maria La Nova.
29/11/2009
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