la Voce del Quartiere

AL CINEMA

           UNA SCONFINATA GIOVINEZZA

                     Regia di   Pupi Avati

 

di

Guglielmo Fiorillo

 

 

                                                                                                                                 

Lino (Fabrizio Bentivoglio) e sua moglie Chicca (Francesca Neri) vivono una vita coniugale serena e agiata, entrambi soddisfatti della professione che svolgono: lui prima firma della redazione sportiva de Il Messaggero e lei docente di Filologia medievale alla Gregoriana.

 L'unica angustia che ha accompagnato i venticinque anni del loro matrimonio la mancanza di figli.

Mancanza che, anziché rischiare di compromettere la loro unione, l'ha misteriosamente rinsaldata grazie al loro amore.

 L'oggi però, in modo totalmente inatteso, riserva loro un'occasione di somma preoccupazione. Lui, da qualche tempo, accusa problemi di memoria, (fatica a riconoscere le melanzane nel suo piatto, non ricorda le parole per i suoi articoli) che via via si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sua attività sia nell'ambito professionale che familiare.

 Dapprima sia lui che lei non prendono sul serio la malattia ma il disturbo va ad imporsi con sempre più esplicita evidenza fino a quando, alla luce di approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali: e' Alzheimer.

 Prende così avvio una storia d'amore fra un uomo che via via si allontana dal presente, e la sua donna che rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono, qualsiasi ausilio che la escluda, anche a rischio della propria incolumita' decide di stargli accanto "regredendo" con lui fino alla sua piu' sconfinata giovinezza dove giocava con due amici e una ragazzotta di campagna a far la "lotta" nella casa della zia (Serena Grandi) e alla "pista" con i tollini con le immagini dei ciclisti piu' famosi .

E' la prima vera storia d'amore del regista Pupi Avati che ci presenta il brivido della regressione quando tutto sembra filare a modo nella vita di noi esseri umani ed evidenzia che a soffrire maggiormente sono le persone che vivono attorno al malato.

 

                                                28/08/2010