la Voce del Quartiere

AL CINEMA

              L'ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL

                     Regia di Jean-Pierre Jeunet

 

di

Guglielmo Fiorillo

 

 

Dopo aver perso il padre da piccolo per l'esplosione di una mina antiuomo, Bazil fa il commesso in una videoteca e una sera, mentre sta rivedendo un classico di Bogart, viene colpito da una pallottola che più casuale e vagante non si può e che non può essere rimossa.

Rimasto senza lavoro e senza casa, Bazil s'ingegna per sopravvivere e Jeunet, dopo il truce "Delicatessen" e il fin troppo disarmante "Amelie", riesce forse nel suo film migliore.

Tutto nel cinema di Jeunet e, in particolare in "Mic - mac a Tire Larigot" (titolo originale, che allude ad una sorta di piccolo imbroglio pasticciato, a una sarabanda meno innocua di quanto sembri) è un omaggio artigianale al materiale di recupero, al riciclaggio post industriale, antimoderno, fantasioso come si addice ai veri maestri della "lanterna magica".

Il film infatti è la storia di un'arguta vendetta contro i produttori di armi, realizzata da un'improbabile gruppo di "soliti ignoti", artisti della sopravvivenza, del calcolo e della grazia, che sanno "come il teorema di Pitagora sia bello come la Venere di Milo" (Pessoa) .

 Ricco di tecnica e d'immaginazione visiva come solo il migliore Tim Burton, Jeunet parte dal romanticismo, che al giorno d'oggi è puro materiale di recupero e mette insieme un bozzetto di umanità resistente, talmente flessibile da potersi insinuare nelle pieghe del mondo sovvertendone gli ingranaggi.

Tutto è manipolabile e riciclabile, a cominciare dai luoghi, dalle immagini, il linguaggio e i feticci della modernità. Impressionante è il volume dei rifiuti del mondo consumistico, inimmaginabili le possibilità d'uso.

E così scorre un campionario grottesco di mostri contrapposti alle anime belle degli artisti di strada, i poeti della sopravvivenza quotidiana, i disincantati che sanno incantare, i perdenti che vincono ad ogni sguardo, ad ogni pensiero e provano a salvare l'umanità, che non si accorge neanche della loro esistenza.

Come tutti i film di Jeunet "Mic mac" è' solo una favola, che tuttavia contiene, come tutte le favole, un insegnamento morale, sul modo in cui le qualità umane si rivelano attraverso le azioni, su come il carattere in alcuni prescinda dal destino e sulla forza dell'immaginazione resistente.

 

 

                                                                                                                      22/12/2010