la Voce del Quartiere
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MUSICA JAZZ
– Keith Jarrett
Koln Concert
di Guglielmo Fiorillo Ogni disciplina o arte o, per meglio dire, espressione culturale, ha i suoi punti di riferimento, una sorta di pietre angolari, che fanno da spartiacque fra quello che è buono e quello che non lo è. La musica non sfugge a questa ferrea regola, anzi si guarda bene dal sottrarsene, consapevole che qualità vuol dire sopravvivenza e quindi vita. insomma la qualità allunga la vita. Un uomo che sicuramente ha fatto di questa ricerca la sua missione è keith jarrett. Pianista eccelso ha caratterizzato la sua produzione qualificando, attraverso una vastissima discografia, il suo repertorio entrando ed uscendo dal jazz, per passare attraverso la musica classica, per poi tornare al suo primo amore. In trio sta, ormai da anni, riscrivendo il più completo "manuale" sull’improvvisazione jazzistica, suonando praticamente tutti gli standards, che hanno fatto la storia di questa musica. ma quello che forse maggiormente colpisce l' attenzione sono le straordinarie prove da solista. Mi riferisco ad una serie di concerti che jarrett ha cominciato a tenere dai lontani anni ’70, lui ed il suo gran piano, quindi in totale solitudine, definendo, anche qui, un "canone" del pianismo solista contemporaneo. Il concerto di colonia è il suo capolavoro. Opera del 1975, rappresenta un punto probabilmente inarrivabile. Jarrett ci prende idealmente per mano e ci chiede di andare con lui in un posto lontano, quasi senza tempo, senza impegni. Un posto dove ci accorgiamo che è tutto meraviglioso; che vale la pena sostare, fermarsi, prenderci del tempo per meglio assaporare, gustare, senza che nulla vada perduto. Potremo allora sentire (non solo con le orecchie) ogni nota che fluisce dal pianoforte, immaginandoci proiettati li, accanto al maestro. potremo gustare la piena coesione tra il musicista ed il suo strumento, in uno straordinario repertorio di movimenti corporei, caratterizzanti le sue esecuzioni, nonché un curiosissimo modo vocale di accompagnare l’improvvisazione, fatto di "gridolini" liberatori a tratti ansimanti, falsetti irraggiungibili e note "mugugnate", quest’ultimo fenomeno evidente prevalentemente nelle prove in trio. Con questo concerto, jarrett si staglia nel piccolo, ma artisticamente grande, olimpo dei più importanti compositori contemporanei. i brani tutti magnifici, sono un condensato di riferimenti ai generi più vicini al suo mondo musicale. ci sono ovviamente il jazz ed il blues, sapientemente miscelati e sublimati attraverso il gusto e l’esperienza classica che jarrett ha fatto propria negli anni. Sembra quasi di assistere alla genesi di un nuovo modo di esprimere la contaminazione senza per questo essere a tutti i costi "etnici". Capolavoro consigliato a coloro che hanno scelto di volare alto, sopra la dequalificazione imperante. opera senza tempo, indenne dall’invecchiamento, anzi capace di rigenerarsi e rigenerare ad ogni ascolto.
Esclusiva Ecm, Jarrett merita la
nostra attenzione ma soprattutto il nostro ascolto, rappresentando
nell’intero panorama musicale, un’esperienza unica ed irripetibile.
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