la Voce del Quartiere

AL CINEMA

                          IL CONCERTO

                    Regia di Radu Mihaileanu

 

di

Guglielmo Fiorillo

Con l'idea che solo il talento artistico possa contrapporsi alle miserie del mondo, il regista di Train de vie (che ebbe una certa fortuna anni fa sulla scia de "La vita č bella") tenta di nuovo la strada fin troppo leggera della favola educativa, con qualche buona idea e troppe semplificazioni.

 Partendo dal presupposto che gli artisti siano gli unici autentici rivoluzionari, grazie alla loro pericolosa tendenza all'individualismo anarchico (rif. Fellini, "Prova d'orchestra", ma con morale reazionaria) , Mihaileanu affida a un manipolo di (veri) ex comunisti, ebrei e zingari russi il compito di riscattare la loro dignitą (e quella del loro Paese), sfruttando la

stupiditą, ma anche il senso artistico, del direttore gay di un illustre teatro di Parigi.

Guidati dalla figlia di una geniale violinista ebrea perseguitata dallo stalinismo, l'orchestra di (apparenti) miserabili dell'Est conquista i miserabili benestanti dell'ovest, con immancabile successo di critica e di pubblico.

Tuttavia, al di lą delle innegabili buone intenzioni, il film risulta troppo farsesco e spietato nei suoi schematismi e soffre di lungaggini e luoghi non meno comuni, ma ben pił feroci di quelli che vorrebbe scardinare.

 Bella invece la tensione all'armonia e al sublime che anima in parte il film, come un richiamo alla bellezza necessaria in contrapposizione alla meschinitą del Potere, un desiderio di sinceritą e di veritą di cui mai come ora si sente diffusamente il bisogno.

 

                                                                                                                                                                               26/02/2010