La Voce del Quartiere

 

SORGERA’ NEL QUARTIERE BARRA/PONTICELLI IL CENTRO DI ACCOGLIENZA PER FAMIGLIE NOMADI.

Non si placano le polemiche seguite alla decisione di ristrutturare l’ex edificio dell’Anmil sito nel quartiere Barra/Ponticelli con la finalità di accogliere famiglie nomadi.

10 milioni di euro la cifra stanziata dal Ministero dell’Interno per mettere a nuovo l’edificio in modo da accogliere almeno 500 rom attualmente alloggiati in baraccopoli prive dei più essenziali servizi igienici.

In un territorio già devastato dal colpevole degrado ambientale viene aggiunto un ulteriore tassello in favore dell’invivibilità e del disagio.

E’ quanto sostengono i numerosi cittadini che duramente hanno reagito alla notizia e che nei giorni scorsi hanno preso d’assalto blog e pagine di giornali per manifestare la propria contrarietà. : " non è possibile che lo Stato assuma certe iniziative anteponendole ad esigenze ed a necessità della popolazione locale che spesso vengono taciute in quanto prive del supporto finanziario…" sostengono alcuni. Altri invece ritengono che "determinate zone della città vengono prese in considerazione solo per eventi negativi…" Nel caso di Ponticelli la disposizione segue quella recente relativa alla prevista costruzione del termovalorizzatore ed alla costruzione di 3000 nuovi alloggi popolari in alcuni spazi destinati precedentemente ad edilizia residenziale che ben altro valore avrebbe portato al territorio. Ed il dissenso è bipartisan, è massiccio. Non si può semplicisticamente definirlo razzismo. Anche perché i napoletani non coltivano e non presentano nel dna forme di disprezzo nei confronti dei non napoletani. Ma semplicemente sono consapevoli delle inefficienze della cosa pubblica. Sono consapevoli che, soprattutto in quartieri difficili come quelli citati dove il controllo del territorio da parte dell’amministrazione è decisamente ed obiettivamente insoddisfacente, introdurre sacche di degrado vuol dire negare ogni forma di sviluppo impedendo ogni possibilità di crescita. Eppure non è passato molto tempo dal 13 Maggio del 2008 data in cui la popolazione del quartiere si ribellò alla silenziosa occupazione di larga parte del territorio da parte di folti gruppi di nomadi. Scintilla che fece scattare la rabbia degli abitanti fu allora il presunto tentato rapimento di una bambina da parte di una donna rom. Centinaia di uomini e donne in strada urlarono la loro protesta mentre i nomadi si allontanavano tra le baracche in fiamme. Scene di guerra che ricordano altri contesti lontani dalla nostra cultura.

C’è soltanto da sperare che i futuri amministratori di questa città prestino maggiore attenzione ai problemi delle periferie che, inevitabilmente, rischiano di trasformarsi nei problemi dell’intera città.

15/03/2011 Guglielmo Fiorillo

 

16/03/2011