La Voce del Quartiere
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Castellammare
di Stabia - 400 aspiranti per
In fila per ore, in attesa di poter consegnare il modulo con la richiesta di partecipazione al concorso per l’assunzione a tempo determinato per un posto di bidello. E’ accaduto a Castellammare di Stabia, comune alle porte di Napoli, dove il tasso di disoccupazione è pari a circa il 32 %, (oltre il 20 % in più rispetto alla media nazionale) . Centinaia di giovani hanno affollato per un’intera mattinata i locali del collocamento in Via Principe Amedeo, per essere assunti in una scuola del comprensorio come personale ATA con un contratto della durata di 3 mesi. I fortunati vincitori del concorso, quindi, avranno la certezza di lavorare fino a Giugno, periodo in cui terminano le attività scolastiche. Per poter aspirare a ricoprire le stesse mansioni, dovranno sostenere e, ovviamente superare, un ulteriore concorso che si terrà presumibilmente nel mese di settembre. E’ questa la fotografia di una situazione drammatica che purtroppo caratterizza molti comuni della Campania dove la disoccupazione, con le sue dirette conseguenze, rappresenta il principale disagio della società civile. D’altra parte, l’incapacità di gestire le risorse presenti sul territorio per creare un coerente piano di sviluppo industriale, in grado di far fronte alla attuale domanda di occupazione, è una caratteristica che affligge qualsiasi classe politica e imprenditoriale si adoperi nel territorio . Si consideri tuttavia che Castellammare di Stabia, ma soprattutto la vicina Gragnano, sono considerate zone di particolare pregio, conosciute in tutto il mondo per la bontà dei prodotti alimentari; è quindi pensabile che un serio progetto di sviluppo delle risorse esistenti possa creare nuove e stabili opportunità di lavoro per migliaia di giovani del posto mettendoli al riparo dalla tentazione di intraprendere attività illecite. Auspichiamo quindi che il prossimo esecutivo, di qualunque colore politico esso sia, voglia affrontare prioritariamente l’emergenza occupazione che interessa queste zone come gran parte del Sud, considerandola non solo un problema locale ma un necessario punto di partenza per il rilancio dell’economia nazionale.
Guglielmo FIORILLO
06/03/ 2009 |