la Voce del Quartiere
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AL CINEMA BASTA CHE FUNZIONI Regia di Woody Allen
Già in "Stardust
Memories", diversi anni fa, Woody Allen si dichiarava stanco, quasi in egual
misura, dei (suoi) film comici e del mondo intero, ma continuava ad usare la
macchina da presa come strumento di autoanalisi con risultati forse non più
esilaranti , ma comunque divertenti, riferimenti colti, battute raffinate,
una formula che funzionava.
Tentò due
volte di adattare "Le tre sorelle" di Cechov , prima in "Interiors"
guardando a Bergman e poi, meglio, in "Hannah e le sue sorelle".
Aveva già diretto "Manhattan", che
forse è il suo capolavoro, ma fu anni dopo, con "Alice" e soprattutto con
"Zelig", che riuscì a realizzare il desiderio di sperimentare e andare oltre
i clichè del comico.
Seguì un
periodo oscuro , in gran parte legato alle vicissitudini della separazione
dalla Farrow.
Allen ne
uscì con "Misterioso omicidio a Manhattan" (diventente omaggio a Hitchock e
Welles, nel finale) e, qualche tempo dopo, "La dea dell'amore" (parodia
irriverente della cultura greca classica e riflessione
sull'imperscrutabilità del Fato) .
Poi una
serie di titoli meno riusciti , fino alla svolta europea, che, per chi
scrive, ha prodotto di veramente bello soltanto "Cassandra's dream".
Nel
frattempo Allen è invecchiato e quindi ora usa un alter ego per
un'improbabile storiella newyorkese, con battute arrabbiate scontate,
situazioni cariche di stanchezza, già viste da "Pigmalione" in poi,
quadretti di semplificazione (quasi) irritante, che sembrano un bignami
dello stile con cui in passato il grande Woody ha saputo divertire e far
riflettere, finchè ha funzionato.
Della
morale di Manhattan ("bisogna avere un pò più di fiducia nella gente") è
rimasto soltanto un invito a vivere realisticamente qualsiasi esperienza
piacevole che non faccia soffrire gli altri, come se questo nella vita reale
fosse possibile.
Visione
sconsigliata ai nostalgici del genio che (nel prologo di "Io e Annie") dice,
citando Marx (Groucho): "non vorrei mai essere iscritto a un club che
accettasse come socio un tipo come me".
23/10/2009 |