La Voce del Quartiere
 

 ARRIGHINI SUONA VERDI

Concerto del Pianista jazz presso il Museo Archeologico di Napoli

Fissato in un orario insolito, alle 11.30 del mattino del 6 Gennaio, nella splendida cornice del Museo Nazionale, il concerto di Arrighini ha richiamato numerosi appassionati e curiosi.

In parte gli stessi appassionati che apprezzarono il pianista toscano nel precedente concerto napoletano tenutosi al Pan; in quella occasione Arrighini interpretò alla sua maniera alcune opere di Chopin alle quali aggiunse armonie e fraseggi jazz. La particolarità della proposta artistica di Arrighini è proprio quella di contaminare alcune opere classiche con frammenti armonici tipici della cultura jazz.

Cosi, in’occasione del 150° anniversario dell’Unità di Italia, ha ritenuto di dover reinterpretare alcune opere di Verdi come Va’ Pensiero, la donna è mobile e la marcia trionfale dell’Aida fornendo all’ascoltatore una chiave di lettura diversa.

Lo ha fatto con l’enfasi che lo contraddistingue, con il suo pianismo energico e percussivo in uno scenario suggestivo dominato dall’opera di marmo che ispirò il grande Michelangelo raffigurante il supplizio di Dirce in cui Ercole tenta di imbrigliare un toro imbizzarrito.

La particolarità del personaggio Arrighini è data anche dalla partecipazione fortemente emotiva con la quale accompagna l’esecuzione dei vari pezzi; ora aiutandosi con la voce o, in alcuni momenti, alzandosi in piedi per eseguire dei funambolici virtuosismi.

Tuttavia l’operazione nel suo complesso non offre particolari motivi di esaltazione.

Se da un lato l’iniziativa può ritenersi produttiva visto il particolare momento di crisi creativa come quello attuale dall’altro nulla aggiunge ai percorsi musicali alternativi che essa esplora.

In definitiva abbiamo apprezzato maggiormente il pianista toscano in un ambito strettamente jazzistico come quando recentemente ha accompagnato il giovane sassofonista salernitano Cafiso in un concerto celebrativo del grande Petrucciani.

Ma, come spesso avviene in questi casi, quello che conta maggiormente è l’apprezzamento del pubblico che sembra essere sensibilmente affascinato dall’iniziativa.

Guglielmo FIORILLO

16/01/2011