la Voce del Quartiere

INTERVISTA A RENATO  MAGGIO

di
Giovanna Castellano

Ho incontrato Renato Maggio all’indomani del suo spettacolo al Teatro Nicolardi perché, incuriosita dal personaggio, ho voluto approfondire la sua conoscenza ponendogli alcune domande.

Renato, in che modo pensi che il tuo messaggio sia innovativo?

Io sto facendo un tentativo e cerco di portarlo avanti: quello di inserire la musica d’autore nei circuiti teatrali classici, soprattutto alternando il ritmo, la parte recitata, la parte rock.

Ma non è solo questo, credo.

Certamente no! Soprattutto mi sento innovativo perché scavo nelle radici. Infatti punto molto sulla scelta degli argomenti e prediligo gli argomenti cosiddetti "forti".

Per esempio?

Per esempio un tema che mi sta molto a cuore è quello della carenza d’acqua nel pianeta. E’ un dramma che si prospetta nel nostro futuro, ma l’umanità non è preparata per affrontarlo in modo adeguato. Musica non vuol dire solo evasione, ma impegno, grande impegno.

Anche i sentimenti possono essere argomenti "forti"?

Eccome! Con la mia canzone "Principessa" entro in una questione molto particolare e profonda: il legame genitore-figlio.

Perché per dire queste cose scegli il teatro?

E’ il rock che sceglie il teatro, proprio per dare più spazio alla profondità degli argomenti.

Quando riprenderai il tuo tour?

Ad inizio primavera. E spero che il pubblico si mostri entusiasta come lo è stato al Teatro Nicolardi.

 

 

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07/01/2009