la Voce del Quartiere
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MENECMI AL TEATRO IL PRIMO RISATE "ANTICHE" di
Metti insieme, in un delizioso cocktail, un testo come "Menecmi" di Plauto, una riscrittura che riesce a porre in evidenza interrogativi profondi come quella di Arnolfo Petri, una rassicurante e spigliata verve comica come quella di Rosario Ferro (protagonista e regista della piece), ed ecco che viene fuori un lavoro esilarante, tutto giocato sugli equivoci, sull’attualizzazione delle situazioni "antiche", sull’ironia sferzante incentrate su una Napoli che, gira gira, è sempre la stessa! Si parte da uno "scherzo" dei dèi (o del destino, come preferisce lo spettatore, visto che Arnolfo Petri punta proprio sul "doppio", sull’ "altro", sul "sosia") che fanno in modo da separare alla nascita due gemelli, appunto i Menecmi. I due sono attesi da due vite molto diverse, l’uno diventa un bifolco, l’altro un brillante professionista; l’uno parte da Paestum per arrivare a Napoli guidato da un misterioso oracolo, l’altro deve destreggiarsi tra una moglie austera e una deliziosa concubina. E, sempre per uno scherzo del destino, tocca proprio al bifolco, scambiato per l’altro, soddisfare le brame sessuali della moglie e dell’amate del gemello, naturalmente all’insaputa di quest’ultimo. Non mancano gli inserimenti canori che, formula questa molto gradita a Ferro, trasformano il testo teatrale in un mini musical, con l’utilizzo di brani anche di Toto Cutugno e Julio Iglesias; non si può che dare ragione a Rosario Ferro per questa sua scelta: di solito l’adattamento di una canzone alla vicenda che si svolge sulle scene è sempre molto divertente. Ad impreziosire il tutto c’è la presenza in video della bravissima Gisella Sofio che funge da dea narrante e che ha voluto che la ripresa del video fosse fatta una sola volta, senza eventuali correzioni (ma non ce ne sarebbe stato bisogno) perché, da grande professionista qual è, ha voluto recitare come se fosse ogni sera presente, come se anche lei fosse con gli altri sulle scene. In realtà c’è sta solo la sera dell’ultima replica ed è probabile che proprio la sua presenza abbia giocato agli attori (comunque tutti veramente bravissimi) il brutto scherzo dell’emozione; tuttavia qualche battuta detta perdendo il tempo giusto e qualche incertezza di memoria, non hanno certo inficiato l’ottimo lavoro fatto da Rosario Ferro, divertente, appassionato, bravissimo a mutare continuamente il ruolo da gemello bifolco a gemello professionista; il pubblico divertito ed entusiasta è la prova che aveva ragione la signora Sofio: meglio essere spontanei in diretta che essere perfetti ma registrati. Speriamo di rivedere presto in cartellone questa bella macchina comica.
Napoli 02/05/2009 |