la Voce del Quartiere
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SERA CON… GRANDE PROVA AL TEATRO TRIANON di Con grande padronanza del palcoscenico si muove tra le bellissime scene realizzate da Francesco Santochirico "Bachelite" e, immediatamente, cattura l’attenzione del numeroso pubblico presente in sala. Leopoldo Mastelloni, in uno spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato festeggia i quarant’anni di carriera (per l’esattezza quarantatre, come lui stesso precisa nel corso dello spettacolo), riproponendo pezzi che hanno fatto di lui uno degli artisti più amati dal pubblico: da Viviani a Eduardo, da Brecht a Patroni Griffi. All’inizio propone una "stanchezza" più che comprensibile e condivisibile per questa vita che ognuno di noi sente lontana; si cambia d’abito a vista e tra canzoni e brani recitati, accompagna gli spettatori in un viaggio in cui risulta molto evidente il rapporto tra madre e figlio. Va sicuramente citata la recitazione del brano in cui una madre, per amore, vorrebbe che suo figlio non nascesse, rimanendo nel suo corpo per sempre, protetto dalle brutture della vita. La simulazione del parto è struggente e amara: non si può proteggere i propri figli dal dolore che fa parte della vita stessa. Ad un’altra donna simbolo della sofferenza per amore materno è dedicato il monologo di Filumena Maturano. Già verso la fine del primo tempo ritroviamo il Leopoldo Mastelloni a cui siamo più abituati, quello che parla senza metafore e con un linguaggio, come dire, realistico? Ed ecco che il grande artista affronta il tema dell’omosessualità, dell’ipocrisia, della condizione femminile. Alla ripresa dello spettacolo Mastelloni interagisce col pubblico, scherza su qualche incertezza dello staff tecnico, irride ai luoghi comuni e affronta l’argomento della prostituzione; e lo fa anche interpretando "So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e Quartiere" proposta nella versione musicata da Viviani. Le repliche, per uno spettacolo da non perdere, andranno avanti fino al 21 dicembre. 08/12/2008 |