La Voce del Quartiere

Il Gambrinus pieno di... Luce

di Giovanna Castellano

Come si fa ad avere più settant’anni e dimostrarne tanti (ma veramente tanti!) di meno?, come si fa ad avere una standig ovation per ogni canzone che si canta?, come si fa a soggiogare il pubblico con la propria arte?, come si fa a cantare "’O sole mio" senza microfono e far arrivare la voce fino al più remoto angolo della sala? Non è difficile, basta essere… Angela Luce!

Il pomeriggio dello scorso 7 aprile il Gran Caffé Gambrinus aveva la sala stracolma con il pubblico (gran parte è stato costretto a rimanere in piedi) che ha accolto col primo, caloroso applauso la diva arrivata con qualche minuto di ritardo a causa del traffico e della difficoltà di parcheggio.

Dopo aver letto qualche brano tratto dal suo libro "Momenti di…Luce", raccolta di pensieri e poesie pubblicato da Guida e insignito del Premio Speciale del Presidente al Concorso Letterario Camaiore 2009, Angela ha ascoltato con emozione, insieme al pubblico, le parole di Valerio Caprara, uno dei più importanti critici cinematografici e Presidente della Film Commission Campania.

Caprara ha tracciato un ritratto dell’artista segnatamente quale attrice cinematografica, sottolineando la sua bravura in qualunque genere di film si sia cimentata, "rivedendo il suo percorso artistico", ha detto, "rivedo la storia del cinema italiano". Angela Luce non è un’attrice che canta e non è una cantante che recita, ma è grande attrice e grande cantante e sulle due parallele si è sviluppata la sua sfavillante carriera.

Dopo l’introduzione di Caprara la serata è entrata nel vivo: la Luce, accompagnata dal M° Gianni Aterrano al pianoforte, ha intonato "Era de maggio", il pubblico la guardava incantato, gli sguardi persi su di lei e sulle sue movenze, i sorrisi incontrollabili che si disegnavano sui volti. Alla fine tutti in piedi ad applaudire un’interpretazione inimitabile. L’una dopo l’altra le più belle interpretazioni del suo repertorio: "So’ Bammenella ‘e copp’ ’e Quartiere", "Ipocrisia", "Je te vurria vasà", ma anche un meraviglioso brano che Angela ha "scoperto" recentemente che ha inserito tra le sue esecuzioni preferite. "Desiderio".

Gran finale con "’O sole mio", versione molto particolare, volutamente senza microfono, con strofe recitate e ritornello cantato; sì, perché Angela Luce riesce ad essere innovativa e sorprendente anche cimentandosi con il più classico dei classici della canzone napoletana.

Alla fine dell’esibizione, per oltre un’ora, i suoi ammiratori hanno atteso che venisse il loro turno per poterle dire quanto sia bella, quanto sia brava, per poterle stringere la mano e farle i complimenti per la sua eleganza.

Due ore di grande impatto emozionale, durante le quali il Caffè-simbolo della Storia di Napoli, si è "riempito" di un’artista che, essa stessa, è Napoli!|

13/04/2011