la Voce del Quartiere

   IL CIELO DI PALESTINA
 

SPETTACOLO DI GRANDE IMPATTO EMOTIVO
AL TEATRO IL PRIMO

 

di
Giovanna Castellano

 

 

Accompagnate dalla voce struggente di un canto palestinese, scorrono su un telo bianco immagini di vite spezzate, crudeltà ed efferatezze che sconvolgono lo spettatore abituato a racconti ed immagini troppo spesso eccessivamente edulcorate per non turbare le illusioni occidentali.

Il dramma di un popolo che ritenevamo lontano da noi, entra così nelle nostre anime, e mentre sul telo si proietta una disperata richiesta di pace, la voce struggente intona "Imagine".

Via il telo e in scena entrano gli attori: gli allievi del Laboratorio Teatrale del Teatro Elicantropo diretto da Carlo Cerciello, autore e regista dello spettacolo.

Tutto ruota intorno all’unico personaggio definito, il maestro; dai suoi ricordi scaturiscono figure, situazioni, frammenti poetici, istanze di vita frustrate e zittite.

Un lavoro, questo di Cerciello, che è soprattutto un omaggio ad un popolo cui è stato negato tutto, quasi il diritto ad esistere ma la cui grande dignità nessuna sgangherata diplomazia e nessun aggeggio bellico potrà mai cancellare.

Ad impreziosire lo spettacolo, oltre alla bravura di tutti gli interpreti, hanno contribuito Paolo Coletta per le musiche, Roberto Crea per le scene, Antonella Mancuso per i costumi.

Il senso dello spettacolo è tutto racchiuso nella frase di Mu’in Bsisu (contenuta nel "Quaderni palestinesi") che l’autore ha usato come sottotitolo: "I ricchi hanno Dio e la polizia, i poveri hanno le stelle e i poeti".

E su un poeta che muore e i suoi versi che gli sopravvivono la rappresentazione si avvia al finale, amaro sì, ma con una luce di speranza sempre accesa.

Insomma, ancora una volta un grande Carlo Cerciello.

Repliche fino al 14 dicembre.

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07/12/2008