La Voce del Quartiere

GISELLA SOFIO

UN’INTERVISTA E TANTA SIMPATIA

di
Giovanna Castellano

Fino al 5 aprile al Teatro Il Primo è stato in cartellone uno spettacolo delizioso: MENECMI, riscritto da Arnolfo Petri, che ha visto impegnato Rosario Ferro nel doppio ruolo di regista e protagonista.

Il ruolo della dea narrante è stato affidato alla verve, alla bravura e alla simpatia di Gisella Sofio con la quale ho avuto il piacere di conversare.
 

Signora Sofio, com’è il suo rapporto con Napoli?

Napoli per me è sempre stata una meraviglia della natura, fin da quando venivo per gli spettacoli con Antonella Steni ed Elio Pandolfi. E’ una città in cui le cose belle sono talmente tante che sovrastano quelle brutte. E lo dico a ragion veduta: mio marito è napoletano e quindi ci vengo spessissimo.
 

Qual è stata l’esperienza lavorativa più emozionante e quella più importante?

All’inizio della carriera, ma anche ora per la verità, tutto era emozionante. Ricordo che quando si lavorava per la Rai e tutti gli spettacoli erano in diretta, stringevo forte le mani di Renato Rascel perché avevo bisogno di sentirmi incoraggiata. Però, ripeto, ancora oggi, specialmente nelle esibizioni in teatro, l’emozione è sempre grande.

L’esperienza più importante è stata l’operetta, quella con Cesare Gallino al Teatro Sistina di Roma negli anni 1956/57, ma importante è stato anche lo spettacolo "Scanzonatissima" con il grande e indimenticabile Alighiero Noschese. Ricordo con tanta simpatia che con noi recitava anche Pippo Baudo, ma rideva lui per primo ed io lo "rimproveravo", gli dicevo: "se cominci a ridere tu poi il pubblico non ride più".
 

C’è un ruolo che avrebbe voluto fare e non si è mai creata l’occasione?

Eh, tanti! Magari le occasioni si creavano pure, ma io per anni mi sono dedicata esclusivamente alla famiglia ed ho rinunciato a tante cose. Ma non mi pento di niente: ogni rinuncia l’ho fatta per amore e quindi ne è valsa la pena.

E ha mai rifiutato qualcosa e poi si è pentita?

Ho rifiutato tante cose, ma non ho alcun pentimento.
 

Il suo prossimo impegno?
Sto registrando a Milano una fiction per Mediaset con Massimo Boldi, Barbara De Rossi e Gloria Guida, il titolo è "Benvenuti al centro commerciale".
 

Signora Sofio, che cos’è per lei l’ironia?

L’ironia è prendere la vita sempre con tanta allegria, paradossalmente perfino ai funerali: ricordo che una volta ad un funerale una signora consigliò a mia madre una ditta di pompe funebri e mia madre, donna molto intelligente e ironica, senza scomporsi disse: "Bene, ora mi segno il nome così, alla prima occasione, mi rivolgerò proprio a questa ditta"!
 

E lei che fatto tanto di tutto: cinema, teatro, radio e televisione, pensa che nella televisione di oggi ci sia spazio per l’intelligenza e l’ironia?

No. Assolutamente no.
 

Un lato insospettabile del suo carattere?

La timidezza. Sono molto timida, ma ci pensa mio marito a spingermi e a rendermi sicura, a questa sua forza devo tante cose belle.

03/05/2009