La Voce del Quartiere
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VINCENZO PERSICO PITTORE DELLE EMOZIONI di Fiorella Sole Ho conosciuto Vincenzo Persico. Affabile, generoso, visionario aperto alla curiosità e alla provocazione, quando si sente interpellato gioisce e vola nei sentieri della fantasia, della comunanza ingenua e percorre racconti e narrazioni che disvelano la sua visione del mondo. Un mondo tutto suo con richiami ancestrali e con aperture che rasentano il segno della rottura con la normale prassi della conoscenza. Una follia di segni e di colori che dicono della sua sofferta attenzione alle cose, di cui rapisce l’anima e la mente e ne disvela sonorità e pensieri. Nato napoletano si fa cittadino del mondo; resta affascinato dal movimento futurista e si innamora dei suoi epigoni artistici. Dedica loro i suoi lavori giovanili, ne diventa allievo fedele sino a reggere poco a poco il peso di un’espressione artistica tutta personale. Uno stile espressivo originale che mette fuori "valori interiori ed emozioni di vita". Di mostra in mostra, ognuna di sicuro successo,elabora il suo progetto e ne diventa esso stesso protagonista,vestendo di sé il suo messaggio sino a proporsi come ambasciatore di pace,di valori,di emozioni forti,come egli stesso dice. Cosa pensa dell’arte oggi, gli abbiamo chiesto. "L’arte è un patrimonio ancora da scoprire e rappresenta l’universo della memoria che le giovani generazioni devono essere chiamate a conoscere ed apprezzare". Come si esprime lei in quest’universo? "Io mi esprimo assorbendo, dal percorso della mia vita, le emozioni che mi vengono scatenate dagli eventi e le trasformo in materia visibile attraverso la pittura, la scultura e la manipolazione di materiali che meglio mi consentono di metter fuori ciò che mi brucia dentro". Cosa pensa dell’arte pittorica contemporanea? "E’ un modello espressivo ancora poco fruibile dalla massa della gente; penso che per valutare e giudicare l’arte contemporanea bisogna conoscere il viatico dell’artista e penetrare nelle ombre/luci della sua vicenda esistenziale. Se non si fa così tutte le espressioni che si richiamano all’arte contemporanea rischiano di rappresentarsi come mescole di colori e/o di forma senza significato alcuno." Così Vincenzo Persico, trasparente nella sua fede artistica, impegnato nel sociale, vittima di questo linguaggio universale reso tutto personale , come canale attraverso il quale presentare se stesso creatura fragile, innamorata delle forme e dei colori.
(30/07/2010) |