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Dopo aver visto un vero programma alla TV non ho avuto
rimpianto di aver pagato il canone dopo 18 anni di volgarità e di
dibattiti con voci che si
sovrapponevano
di questi
nani, ballerine, quaquaraquà!
di
Ciro Manzella
Elsa Fornero, ministro del Welfare del Governo Monti, intervistata da
Lucia Annunziata per il programma tv di Raitre “In mezz’ora”, ha trattato
i temi caldi legati alla manovra economica. Il ministro ha avvertito che i
saldi devono restare invariati, precisando che per eventuali modifiche
sulla nuova imposta per la casa bisognerà trovare altri soldi. Inoltre, in
riferimento alla sua nuova missione, ha osservato: «Io ero un professore
fino a venti giorni fa. Abbiamo avuto venti giorni per lavorare, siamo
stati chiamati come dei medici al capezzale di un malato grave, quando
altri medici hanno ritenuto di non essere più in grado di curare la
malattia».
La riflessione di un ex uomo con la tuta, autodidatta, pensionato,
di 40
anni di servizio, che si avvicina agli 80 anni d’età.
Parlo dalla mia
visione di meridionalista.
E’ la seconda volta che non sono d
‘accordo con i sindacati , ai quali sono iscritto dal primo giorno di
lavoro, la prima fu quando abolirono le gabbie salariali, la seconda volta
è adesso.
Questi signori sembrano non comprendere che chi comanda è ancora
Berlusconi. Eppure il Ministro Fornero ha spiegato così bene, sotto
metafora medica, che per curare una malattia dopo la somministrazione
dell’antibiotico, al malato va data una cura ricostituente, e nel nostro
caso lo stato di malattia era molto grave.
Questo si traduce in un reddito
minimo, sotto forma di stipendio, per tutti. Sarebbe questa l’idea che ha
in testa la ministra .Capito cosa significa per tutti!
Il sindacato, solo per questo,
doveva incalzarla per farla ragionare.
Significa
combattere la camorra ridando dignità alla persona, dare a tutti la
possibilità di poter scegliere il proprio destino.
Questo è quello che
io ho sempre sognato e auguratomi in tempi non sospetti. Ma allora mi
chiamavano utopista. Oggi sono fiducioso che venga sostenuta questa tesi e
si riformi, finalmente, il mondo del lavoro, come dall’altra parte
l’Europa, ma soprattutto, il Paese, ci chiede.
12/12/2011
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