La Voce del Quartiere
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PRINCIPIA BRUNA ROSCO di Ciro Pollice Manzella Parlo di Principia Bruna Rosco, Lucana, figlia della Sud mia stessa terra, dal carattere forte e battagliero. E’ un artista su cui appassionarsi, da amare perché sa "parlare" di pittura, di scultura, di poesia, di scrittura e di giornalismo. E’ Presidente dell’Associazione Socio Culturale Artistica IL VOLANO", idealmente legata all’Esercito da cui ha ricevuto un importante Attestato di Benemerenza. Inoltre, già nel 1997, anche il Sindaco di Pietra Ligure l’ha onorata conferendole un Attestato di Benemerenza per le varie mostre di pittura tenute con successo in quella bella Città. Negli anni ’90, presso il Circolo della Stampa di Milano, ha tenuto la più importante Mostra di Pittura con i grandi capiscuola del ‘900, inserendosi nei trenta tra viventi e non viventi, artisti che hanno fatto la storia dell’arte come Schifano, Brindisi, Guttuso, Treccani, Kodra e altri. E’, quindi, una delle testimonianze artistiche italiane più forti e incisive del novecento e del nuovo millennio che ha visto concentrarsi in lei il poeta, lo scrittore, il pittore, lo scultore e il giornalista. Le sue opere si trovano presso numerosi musei italiani e, fra questi, il Museo di Arte Sacra di Chieti e il Museo di Arte Contemporanea di Praia a Mare (CS). E’ persona capace di mantenere l'equilibrio fra un sentire viscerale dell’arte e una sensibilità mentale lucida e attenta, che porta avanti un suo stile artistico nei meandri dell'informale e dell’astratto, dimostrando grande versatilità. Con inesauribile forza, sperimenta vari materiali espressivi, racchiudendo nelle sue opere pittoriche e di scrittura, a mio modo di vedere, la vera filosofia dell’Arte con rinnovata densità emotiva e concettuale, relativamente alle continue problematiche dell’esistenza. Attraverso i valori estetici delle sue opere, gettito delle proprie ragioni culturali, sta dando una delle testimonianze artistiche più forti e incisive del secolo. Le sue tematiche risvegliano contenuti, memorie, dimensioni ancestrali e straordinarie che trascendono l'ordinario ed hanno, pertanto, un valore assoluto nel Mondo magico della pittura e della letteratura. In una mia recente intervista, le chiedevo com’era avvenuto l’innamoramento verso l’arte, lei mi ha risposto che si era verificato vivendola e lasciandosi vivere, così, naturalmente, prendendosi tutti i rischi, compresa quella dell’insapienza. Quando le ho chiesto se accostandosi alla tela aveva già in mente il soggetto, lei mi ha affermato: "Certo che ho in mente il soggetto ma, pur avendo i miei anni, che non sono pochi, sono di formazione moderna, pertanto, non sono abituata a disegnare e ridisegnare, voglio che la mia pittura sia libera, perciò, accostata al soggetto, preferisco lasciar fluire le emozioni e scoprire passo dopo passo il realizzando per un risultato finale spontaneo e pittorico. Il colore è il mio segno distintivo, perciò, sfida e ricerca del vero significato della vita. Quando penso al nero e al rosso è perché nel cuore c’è la passione e l’amore, quando il giallo e l’arancione si affacciano nella mia mente, quelli sono i miei ricordi, i colori della mia Terra, mentre i verdi sono la serenità che avrei voluto avere. Quindi, nella mia tavolozza c’è la sfida, le origini e i colori che mi hanno accompagnata nella vita, ci sono le tensioni e gli interrogativi e, certamente, non solo queste: ci sono le emozioni che si affacciano al momento che dipingo o scrivo che, inevitabilmente, modificano il risultato finale. Le mie opere sono inconsce rievocazioni di attimi vissuti e da vivere, da scoprire, quale premessa per continuare a fare e cercare il vero senso della vita. La pittura e la scrittura hanno sempre convissuto in me e, in tutti momenti critici della pittura, la scrittura mi è venuta in aiuto a districarne i nodi, e viceversa". La Rosco, vera artista che vive la luce dell’arte, ha fatto una scelta artistica e di donna del proprio tempo, perciò va valutata quella stupefacente, sfolgorante sicurezza nella vita e la sacralità che ha nell’amare l'arte a trecentosessanta gradi. L’Estate, si ritira in un meraviglioso paese: Barrea (AQ), in mezzo ad una pace assoluta, per godere del rumore del silenzio e per dipingere ogni tessera del mosaico della sua vita atta ad emanare un’essenza che non svanirà. Infine, dico che la Rosco è una donna e un’artista col suo destino che, inevitabilmente, s’incrocerà con il nostro. 26/05/2011
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