la Voce del Quartiere

Il Preside Michele Riccio ‘rianima’ il Catasto borbonico dell’Università di Amorosi

Sabato 16 maggio 2009, alle ore 17:30, presso "Villa Amorosini" in Amorosi (BN), è stata presentata l’opera del compianto Preside Michele Riccio dal titolo "Terra di Amoroso. Catasto Onciario 1741-1750". Un evento insieme culturale e commemorativo, ricco di significati, senso e proiezioni a venire. Michele Riccio, infatti, nato in Amorosi il 4 novembre del 1929, moriva nel giorno dedicato alla Festa della Repubblica, il 2 giugno del 2008. La tavola rotonda è stata moderata dall’On. Prof. Tonino Conte il quale, nell’introdurre i lavori, ha evidenziato che il ricordo del collega e studioso sublima i sentimenti, tramutando in discorso, in dialogo, in conoscenza un’assenza imperitura. Dalla conoscenza di una storia antica nasce la speranza di un futuro migliore, diverso. Ecco perché – ha evidenziato il prof. Conte – la memoria di Michele Riccio diventa proiezione ed eternità. Ha preso poi la parola il Prof. Vincenzo Pacelli, accademico fridericiano il quale, dal canto suo, ha osservato come l’avventura conoscitiva dell’amico Michele Riccio nel tempo si è via via caricata di vari gradi di splendore per il suo luminoso mostrarsi. Un uomo che non disdegnava di attirare su di sé l’amore e la passione dei Saperi, della Cultura, ma ancor più l’amore e la familiarità perenne per la sua Terra natìa. Significativa l’ampia sintesi sull’opera "carolina" del comune di Amorosi, nella sua poliedrica composizione di Atti preliminari, Apprezzo, Rivele ed Onciario, ma anzitutto di storia di famiglie locali, di mestieri d’epoca borbonica, di colture e di bestiame coltivate ed allevati più e meno, di distribuzione della ricchezza, di proprietà e di possessi, di pesi o debiti, di toponimi rurali che ancora segnano la topografia del comune sannita nel III millennio. L’intervento a seguire del Preside Carmelo Lepore ha messo in luce le dissonanze create dalla redazione delle "formule" latine inserite nel documento della metà del ‘700. Evidente – a dire del latinista Lepore – il fenomeno d’intrusione del linguaggio parlato fortemente ripetitivo e non in linea con la normativa classica della lingua latina. L’ultimo contributo scientifico è stato elaborato e discusso dal Prof. Luigi R. Cielo il quale, oltre a sollecitare gli astanti, ha anche svelato con ampia sintesi la presenza di una domus dei Cavalieri di San Giovanni in Amorosi, evidenziando come la esistenza di Amorosi, sulla base dei documenti disponibili, non possa risalire più indietro del XIV sec. Ha concluso Danilo Riccio, figlio di Michele Riccio e curatore dell’opera, il quale ha messo in risalto la probità intellettuale dello studioso suo padre, la sua responsabilità scientifica, la sua umanità nel vitalizzare un passato capace ancora di reattività e generoso dialogo. Giacchè – ha sottolineato Danilo Riccio – per l’uomo nella sua umanità, nulla ha valore di ciò che non può farsi con passione, rendendosi onore non solo a un cervello, ma anche a un cuore. Massima la partecipazione dei cittadini della comunità di Amorosi e delle cittadine limitrofe, in uno con la partecipazione delle Autorità civili, militari ed ecclesiastiche della Valle telesina.

Ciro Pollice

22/05/2009

info@lavocedelquartiere.it