La Voce del Quartiere 

Intervista al Vice Presidente uscente della Circoscrizione
San Lorenzo – Vicaria,
 Giampiero Perrella.

di
 Ciro Pollice Manzella

Tra non molto le circoscrizioni di S. Lorenzo – Vicaria e di Poggioreale Zona Industriale verranno unificate in un’unica municipalità, possono queste realtà, che presentano problematiche simili ma, sotto certi aspetti, anche una conformazione differente, essere legate da una comune prospettiva di sviluppo?

Ci siamo quasi. Tra un mese le circoscrizioni San Lorenzo – Vicaria e Poggioreale Zona Industriale verranno unificate e costituiranno una delle dieci municipalità che sostituiranno le attuali 21 circoscrizioni. Tale novità, introdotta dalla riforma del decentramento fortemente voluta dall’amministrazione e dal Consiglio Comunale, mira a dotare la nostra città di un nuovo strumento di governo del territorio più vicino alle esigenze reali dei quartieri e in grado di decidere direttamente, e con una capacità di risposta dunque più rapida, su materie importanti per la vita dei cittadini come la manutenzione delle strade, le aree verdi, i mercatini, le politiche sociali, l’edilizia scolastica ed altro ancora. Un’occasione importante, insomma, per cercare di migliorare i livelli minimi di vivibilità di alcune realtà oggi fortemente degradate. La nuova municipalità che raggrupperà le circoscrizioni San Lorenzo – Vicaria e Poggioreale Zona Industriale si chiamerà Municipalità 4 Napoli Centro Est e legherà il centro antico di Napoli con il Centro Direzionale e l’area orientale. Sulle opportunità offerte da questo nuovo scenario
"La risposta più efficace credo sia nelle parole usate dall’architetto Dominique Perrault per la presentazione alcuni mesi fa del progetto di Piazza Garibaldi ossia che Napoli si può sviluppare solo a Est e la nuova piazza Garibaldi sarà la porta della città ".

"La nascita di un nodo di interscambio che vedrà incrociare cinque realtà essenziali della comunicazione sul ferro e che comporterà un transito giornaliero di 260.000 visitatori rispetto agli attuali 60.000, oltre a rappresentare un formidabile attrattore di sviluppo, assegnerà una nuova centralità al territorio e favorirà, secondo quanto delineato con il piano regolatore, l’insediamento di nuove attività produttive verso la vicina area orientale tra le poche in città a presentare ancora un numero elevato di spazi in cui edificare ed investire. In tale scenario, e nell’ottica di un graduale decongestionamento del centro cittadino, immagino anche un inevitabile trasferimento di uffici e servizi verso la nostra municipalità".
 

Un contesto funzionale alla vocazione del Centro Direzionale.
 

Non c’è dubbio, resta inteso che molto dipenderà dalla realizzazione di opere importanti programmate in questi anni e in grado di rendere sempre più accoglienti e vivibili queste realtà. Penso al completamento del Centro Direzionale che doterà un intero quartiere di nuove strutture e di opere a verde, al PRU di Poggioreale ma anche al risanamento urbano e ambientale di tutta l’area di piazza Garibaldi.
 

Che iniziative si possono intraprendere per favorire l’avvio di queste opere?
 

Una su tutte, la creazione di un Osservatorio permanente, una cabina di regia con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali della città, oltre a quelli delle realtà interessate, che sia in grado di monitorare lo stato di avanzamento dei procedimenti ma anche di mettere in rete i numerosi aspetti di pianificazione e gestione, pianificando nuove politiche di sviluppo per la Municipalità Centro Est. L’obiettivo comune è dare efficacia e rapidità alle azioni programmate e in itinere e decidere assieme il futuro del territorio. Un nuovo organismo nel quale un ruolo importante può svolgere anche il consorzio Ge.Se.Ce.Di.

Come dicevo, in ballo però ci sono anche interessi comuni, una vivibilità migliore arreca infatti beneficio all’abitante quanto all’operatore. L’osservatorio potrebbe dunque favorire anche una sinergia tra residenti, imprenditori e l’istituzione municipalità per l’individuazione di interventi mirati in grado di superare in tempi ragionevoli le disfunzioni di un comprensorio così vasto e assicurare l’ordinario. Non si possono lasciare, com’è avvenuto nel caso dell’Holiday Inn per via Aulisio, abitanti ed imprenditori isolati davanti a determinati problemi. In tal senso le municipalità, che a differenza di oggi potranno disporre di poteri reali, dovranno essere capaci di interloquire costantemente con il territorio per intercettare i bisogni reali ".
 

Il Centro Direzionale tuttavia oggi appare isolato dal resto della città. Cosa crede possa fare concretamente la futura Municipalità per rilanciare nell’immediato la funzione del Centro ?
 

In primo luogo valorizzare la sua vocazione di grande parco urbano. Oggi infatti il centro direzionale rappresenta per me, come per migliaia di abitanti di San Lorenzo e Vicaria, uno dei pochi spazi pedonali in cui poter passeggiare piacevolmente lontano dal traffico. Organizzare eventi consolidati e stabili in grado di incentivare la presenza di visitatori e rendere più attraente la frequentazione del centro. Infine una sfida: provare a spostare il cuore della movida napoletana nel Centro Direzionale. In una realtà povera di luoghi di aggregazione giovanile serale e notturna, potrebbe realmente contribuire a far uscire il centro dal suo isolamento. Parte della superficie del centro direzionale, tra l’altro, non è occupata da edifici residenziali e ciò consetirebbe di ovviare anche ai disagi lamentati dagli abitanti della zona di Chiaia. Non mi sorprenderei, quindi, se alcuni gestori dei locali notturni della zona cosiddetta bene investissero nel centro direzionale. Non sarebbe, quindi, in tal senso un’idea peregrina promuovere un’attenta e mirata attività di promozione e comunicazione. E’ anche a questo che penso quando parlo della nostra municipalità come il nuovo cuore pulsante della città".


Aprile, 2006