La Voce del Quartiere

 

Indagine del Cen.S.I.S. su una diffusa emergenza educativa

In crescita bullismo e violenze a scuola

Il grave fatto di violenza minorile in una scuola di Barra, del quale abbiamo riferito nell’articolo dal titolo «Colpa  “in educando”e responsabilità dei genitori» ed i successivi episodi di vandalismo e di grave danneggiamento che hanno comportato la chiusura di tre scuole, devastate ad Ischia tra aprile e maggio, hanno riportato all’attenzione di genitori e docenti un fenomeno sempre più diffuso tra i minori.

Del bullismo nelle scuole si è occupata anche la rivista Censis Note & Commenti, diretta da Giuseppe Roma, che in uno dei suoi numeri più recenti ha pubblicato un dossier di approfondimento sulla scuola che fa il punto su un fenomeno che va affrontato con misure preventive adeguate e sottolineato da inevitabili provvedimenti utili a riaffermare la responsabilità dei genitori per i danni procurati dai figli minori e a sollecitare una più qualificata attenzione da parte degli organismi scolastici.

Nella prima parte del fascicolo n. 718 nella lunga serie edita dal Cen.S.I.S. sin dal 1965, è presentata la prima indagine nazionale sul bullismo che il Centro Studi presieduto da Giuseppe De Rita ha condotto in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione.

Il bullismo è in continua crescita, non solo in Italia, ma anche nelle scuole degli altri Paesi europei, dove si vanno adottando una serie di iniziative per prevenirne e contrastare le molteplici manifestazioni che producono conseguenze di varie tipologie ed entità ai danni degli alunni presi di mira dai loro compagni. Particolarmente lesive per l’immagine e la dignità delle vittime si rivelano le più recenti forme di cyber-bullismo. La recrudescenza del fenomeno, unitamente all’intensificarsi di altri episodi di prepotenza e di grave indisciplina, ha determinato l’emanazione, da parte del Ministro della P.I., Mariastella Gelmini, di pur discusse norme, già in vigore nelle nostre scuole nello scorso anno scolastico e ora comprese nel DPR n. 122/09, pubblicato nella G.U. n. 191 dello scorso 19 agosto.

L’indagine del Censis esplicita ed esamina caratteristiche specifiche, tempi, luoghi, modalità e andamento del fenomeno, nonché reazioni ed aspettative delle famiglie direttamente o indirettamente interessate ad episodi di bullismo, generalmente più diffusi nei piccoli centri e nei livelli intermedi di scolarità. È utilissima per insegnanti e genitori che volessero approfondire la conoscenza del fenomeno, al fine di realizzare attività per contenerlo e prevenirlo, grazie anche alla collaborazione di esperti e di altre istituzioni che, con la scuola, devono concorrere a farvi fronte.

Il dossier, alla cui redazione hanno collaborato Anna Italia, Claudia Donati, Vittoria Coletta e Francesca Zotta, è una denuncia attenta e documentata di un fenomeno il cui controllo non può essere affidato ad abusati fraintendimenti pseudopedagogici che finiscono col tradire la funzione stessa della scuola, perpetuando la confusione tra comprensione e giustificazione, atorevolezza ed autoritarismo educativo.

La scuola ha anche il compito di educare al rispetto delle regole e di garantire a chi in essa svolge la propria attività di studio e di lavoro di poterlo fare con serenità ed efficacia. Essere buonisti e rinunciare al proprio ruolo non sempre sortisce il risultato sperato, ma incoraggia il perpetuarsi di taluni comportamenti estremamente dannosi e deresponsabilizza alunni e genitori. Lo stesso pontefice Benedetto XVI, del resto, non ha recentemente ribadito che il perdono non può sostituire la giustizia?

Antonio Pisanti

 L’insegnante Maria Marcello, alla quale un alunno ha provocato lo spappolamento della milza, ha perdonato il ragazzo.

26/05/2010