La Voce del Quartiere
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Rifiuti, il "problema dei problemi" di Non possiamo turarci il naso per sopravvivere. Vogliamo vivere come tutti gli altri, respirare aria pulita, passeggiare sui marciapiedi, percorrere le nostre strade senza doverci destreggiare tra ostacoli e imprevisti di ogni genere.Vogliamo vivere senza il terrore delle malattie respiratorie e dei tumori , indotti da diossina e percolati vari; vogliamo poter guardare negli occhi dei nostri figli e dei nostri nipoti in modo dritto, senza obliquità. E’soltanto e semplicemente questo che vogliamo e non è qualcosa di straordinario tale da rimetterci un capitale.E’ roba quotidiana, diritto naturale legato all’essere persona , non un privilegio, un lusso, una sciccheria. Fatta questa premessa-manifesto come epifania della sofferenza, bisogna avere il coraggio di dire e di scrivere cose che riportino la questione dei rifiuti in Campania ( a Napoli e Provincia è quasi un fatto patologico, una endemia, ormai) nei termini reali di un problema che, al di là dei risvolti massmediatici che esprimono l’indignazione e il disagio di milioni di cittadini, rappresenta un dramma di cui si conoscono primattori, comprimari e comparse. La scena è conosciuta. Ci hanno telefonato perfino dall’Afghanistan chiedendoci notizie,incuriositi e preoccupati per quanto avevano visto e sentito in televisione , in lingua afghana, sui guai di casa nostra. E non è cosa da sottovalutare se si pensa che Napoli e il suo territorio sono stati culla di civiltà e di culture, rappresentando ancora testimonianze di indubbio interesse storico-artistico-archeologico che richiamano milioni di persone da ogni parte del mondo. Rifiuti? Sorgono alcune domande. La prima. Perché si continua a nominare commissari straordinari per l’emergenza per affrontare e risolvere il disastro ambientale che si è realizzato e si sta tuttora realizzando? Cosa ha di speciale, cosa può fare Cimmino che non ha fatto o saputo fare Pansa? Cosa non ha fatto o non ha saputo fare Pansa che non ha fatto o saputo fare Bertolaso? Cosa hanno fatto i loro predecessori commissari straordinari giù giù fino a Rastrelli, passando per Bassolino e compagni? Ecco, questo è il dilemma, direbbe qualcuno. Se l’attuale Commissario Straordinario è investito di poteri ed è dotato di strategie particolari, perché tali poteri e tali strategie non sono stati esercitati nei quattordici anni nei quali è cresciuto il bubbone? La seconda. Quanto è costata alla comunità regionale tutta la politica emergenziale della raccolta dei rifiuti? Quanto per i commissari, i subcommissari, i consulenti, gli studi di fattibilità o parole vuote continuando? Riusciremo mai a conoscere queste cifre? E chi ha sbagliato, o fallito l’obiettivo, quanto ha dato indietro per non aver svolto il compito assegnatogli? Se un funzionario sbaglia e reca danno all’Amministrazione, interviene la magistratura amministrativa. Qui chi interviene? La terza. Riusciranno a risistemare i punti di raccolta nei rioni una volta risolto il problema di dove sversare i rifiuti? Vedremo ritornare alla loro normale attività di movimento terra i bobcat e le ruspe che, periodicamente, troppo spesso periodicamente, escono a fare servizio nelle strade e nelle piazze per rimuovere tonnellate di monnezza accumulate là da poveri cittadini che non sanno più dove portare le loro buste di rifiuti? Oggi i "punti" di raccolta stanno vicino alle scuole, alle case non abitate, nelle strade di periferia , agli impianti sportivi, vale a dire terra di nessuno, là dove il singolo, il padrone, non ti può richiamare. Quanto ci costa la rimozione straordinaria? E la rimozione ordinaria, quella che non si fa più per l’emergenza in atto, come è compensata? O meglio, come sono ripensati o ricontrattati gli appalti per la rimozione dei rifiuti,visto che il servizio viene svolto in maniera ridotta se non addirittura sospeso? La quarta. Chi risarcirà i danni alle persone e alle cose per tale disastrosa situazione? Per le pecore di Acerra stanno aspettando da anni il risarcimento; per le persone che si ammalano e che se ne vanno, e se ne andranno in numero ancora maggiore, chi pagherà i danni? Non certamente coloro che vivono immuni dalla monnezza, ne siamo convinti! La quinta, la sesta non le facciamo per non allungare la litania del muro del pianto e diventare patetici. E ora, quale prospettiva? Il commissario Cimmino ha avuto undici mesi per risolvere il problema. Allora prepariamoci a vivere con la spazzatura nelle strade anche nei mesi di luglio e di agosto perché fino a novembre 2008 c’è sempre tempo per chiudere la partita! Succederà? Scommettiamo che succederà? Quale la soluzione? Tanti e da ogni pulpito dettano strategie e formulano ipotesi. Noi ne azzardiamo qualcuna. La prima: affidiamo il servizio a gente forestiera, lontana dalla nostra mentalità e dalla nostra cultura. Gente che dispone, agisce e va via, senza contaminazioni col territorio, fisico ed antropologico. La seconda: chiamiamo al vertice di un gruppo di teodem la senatrice Binetti, può darsi che con le loro preghiere la mano di Dio, che costoro sentono particolarmente vicino, possa scendere a fare il miracolo, perché pare che al punto in cui siamo arrivati, solo un miracolo ci vuole per uscirne fuori. La terza e ci fermiamo qui: indiciamo una gara d’appalto regionale con l’acclarata competenza dei funzionari preposti e.…diamo l’incarico ad un principe dell’imprenditoria, che possegga possibilmente un casale a Corleone, Palermo, Sicilia, Italia. Senza fare il pesce
in …barile riteniamo che questa terza ipotesi se realizzata possa risolvere il
problema di cui si discute: subito e con minore spesa, perché si pagherebbe un
solo padrone. 06/ 01/ 2008 |