La Voce del Quartiere

CORAGGIO, NAPOLI ?
di
Luigi Antonio Gambuti

Idee chiare onestà intellettuale ; parole semplici comportamenti leali ; senso di responsabilità e rispetto delle competenze. Si potrebbe continuare all'infinito per definire le urgenze che, mai come in questo momento, premono sul progetto "Napoli" e reclamano un impegno corale assieme aduna corale meditazione sui passi, piccoli e grandi, che vanno compiendosi sul cammino della rinascita.
E' dall'epoca d'oro del G 7 che si sta vivendo un'atmosfera in "progress"; e da quei tempi ormai lontani che la nostra comunità sta credendo in se stessa e nelle proprio possibilità, dando a chi la governa la spinta a fare e a credere, a sua volta, di poter riuscire a dare risposte concrete alle domande dei suoi amministrati.
A costoro, l'auspicio che mai venga meno la fiducia a stento ritrovata e gelosamente custodita, giorno per giorno, se pure alimentata dalle piccole cose positive che vanno registrandosi nel quotidiano; a costoro l'invito a non voltar faccia al primo segnale negativo, nella considerazione che ogni progetto di crescita va a momenti di caduta e che anche chi appare e crede di essere infallibile può e deve scontare difficoltà e disagi che sono costitutivi della natura delle cose umane.
Agli altri, gli amministratori, l'invito a tenere alto il livello di attenzione per i problemi della gente, senza farsi mai prendere la mano sulla corda dell'emotività e della presunzione, per controllare continuamente il tracciato da seguire e ponderare, punto a punto, ogni mossa da giocare sul complesso scenario della politica.
Al "popolo", a noi tutti, comuni cittadini va rivolto l'invito a non cadere nei facili tranelli della disperazione là dove sembra che tutto debba cadere e che, quindi, niente sia cambiato.
Agli altri, ai politici la raccomandazione a non mollare, pur nella umana considerazione di volerlo e doverlo fare, talvolta, per via dei perversi giochi di potere altrove giocati.
Secondigliano rappresenta il punto cruciale delle nostre attuali riflessioni. Nel baratro orrendo che ha squarciato la città e divorato vite pare che si siano dissolte d'un tratto le speranze di attingere ad orizzonti nuovi, nel faticoso cammino appena intrapreso. Ragioni ne hanno avuto tante, cittadini ed autorità, per reclamare più attenzione da arte dello Stato e più responsabilità da parte delle istituzioni locali,.Ciò non toglie, però, che dalla tragedia dalla periferia più martoriata della città si possono cogliere segnali di riscatto civile e ritrovare più motivi per riannodare, più forti e coesi i fili della cordata rivoluzionaria che la nostra gente va costituendo per reclamare stili di vita dignitosi, momenti trasparenti di vita amministrativa, referenti certi e riconoscibili con i quali confrontarsi sui grandi e piccoli problemi della vita.
E' questo dato che bisogna sottolineare. Dal dramma che mette a nudo miserie antiche e nuove, dalle croci appena alzate su tumuli che mai per quelle ragioni avrebbero dovuto essere eretti, bisogna cogliere voci nuove e coraggiose per rompere la omertosa monotonia di antiche silenzi e di più antiche convivenze, al fine di stabilire patti nuovi e modi di vivere ed interpretare la Città.
Napoli -Secondigliano, Città quartiere, un corpo malato in via di guarigione che ogni tanto scopre qualche piaga e divora martiri, fra uomini e cose.
Dalla nostra parte che abbiamo la modesta presunzione di puntualmente rappresentare da due anni la voce degli abitanti dei quartieri, va detto senza mezze parole che bisogna perseguire chi.
E di dare angora fiducia a chi, pur nelle sventure, guarda al futuro e per questo si impegna e si industria nella convinzione che lo sviluppo passa anche per queste fasi e la resurrezione dell'uomo non può avvenire senza il tributo di sacrificio e sofferenze.

Gennaio 1996.