La Voce del Quartiere![]()
CORAGGIO, NAPOLI ?
Idee chiare onestà intellettuale ; parole semplici comportamenti leali ;
senso di responsabilità e rispetto delle competenze. Si potrebbe continuare
all'infinito per definire le urgenze che, mai come in questo momento, premono
sul progetto "Napoli" e reclamano un impegno corale assieme aduna corale
meditazione sui passi, piccoli e grandi, che vanno compiendosi sul cammino della
rinascita.
E' dall'epoca d'oro del G 7 che si sta vivendo un'atmosfera in "progress"; e da
quei tempi ormai lontani che la nostra comunità sta credendo in se stessa e
nelle proprio possibilità, dando a chi la governa la spinta a fare e a credere,
a sua volta, di poter riuscire a dare risposte concrete alle domande dei suoi
amministrati.
A costoro, l'auspicio che mai venga meno la fiducia a stento ritrovata e
gelosamente custodita, giorno per giorno, se pure alimentata dalle piccole cose
positive che vanno registrandosi nel quotidiano; a costoro l'invito a non voltar
faccia al primo segnale negativo, nella considerazione che ogni progetto di
crescita va a momenti di caduta e che anche chi appare e crede di essere
infallibile può e deve scontare difficoltà e disagi che sono costitutivi della
natura delle cose umane.
Agli altri, gli amministratori, l'invito a tenere alto il livello di attenzione
per i problemi della gente, senza farsi mai prendere la mano sulla corda
dell'emotività e della presunzione, per controllare continuamente il tracciato
da seguire e ponderare, punto a punto, ogni mossa da giocare sul complesso
scenario della politica.
Al "popolo", a noi tutti, comuni cittadini va rivolto l'invito a non cadere nei
facili tranelli della disperazione là dove sembra che tutto debba cadere e che,
quindi, niente sia cambiato.
Agli altri, ai politici la raccomandazione a non mollare, pur nella umana
considerazione di volerlo e doverlo fare, talvolta, per via dei perversi giochi
di potere altrove giocati.
Secondigliano rappresenta il punto cruciale delle nostre attuali riflessioni.
Nel baratro orrendo che ha squarciato la città e divorato vite pare che si siano
dissolte d'un tratto le speranze di attingere ad orizzonti nuovi, nel faticoso
cammino appena intrapreso. Ragioni ne hanno avuto tante, cittadini ed autorità,
per reclamare più attenzione da arte dello Stato e più responsabilità da parte
delle istituzioni locali,.Ciò non toglie, però, che dalla tragedia dalla
periferia più martoriata della città si possono cogliere segnali di riscatto
civile e ritrovare più motivi per riannodare, più forti e coesi i fili della
cordata rivoluzionaria che la nostra gente va costituendo per reclamare stili di
vita dignitosi, momenti trasparenti di vita amministrativa, referenti certi e
riconoscibili con i quali confrontarsi sui grandi e piccoli problemi della vita.
E' questo dato che bisogna sottolineare. Dal dramma che mette a nudo miserie
antiche e nuove, dalle croci appena alzate su tumuli che mai per quelle ragioni
avrebbero dovuto essere eretti, bisogna cogliere voci nuove e coraggiose per
rompere la omertosa monotonia di antiche silenzi e di più antiche convivenze, al
fine di stabilire patti nuovi e modi di vivere ed interpretare la Città.
Napoli -Secondigliano, Città quartiere, un corpo malato in via di guarigione che
ogni tanto scopre qualche piaga e divora martiri, fra uomini e cose.
Dalla nostra parte che abbiamo la modesta presunzione di puntualmente
rappresentare da due anni la voce degli abitanti dei quartieri, va detto senza
mezze parole che bisogna perseguire chi.
E di dare angora fiducia a chi, pur nelle sventure, guarda al futuro e per
questo si impegna e si industria nella convinzione che lo sviluppo passa anche
per queste fasi e la resurrezione dell'uomo non può avvenire senza il tributo di
sacrificio e sofferenze.
Gennaio 1996.