La Voce del Quartiere
CON RESPONSABILITA' E SVILUPPO
di
Luigi Antonio Gambuti
Passata la stagione elettorale ed attenuati finalmente i riflettori su uomini
e cose, ci si appresta a vivere la nuova realtà determinata dalla scelte che il
popolo italiano ha affidato nelle mani dei suoi rappresentanti nel Parlamento
nazionale. E', allora il tempo in cui le ragioni dell'una e dell'altra
coalizione non possono, ne devono più essere ispirate dalla volontà di affermare
e / o consolidare posizioni particolaristiche o dogmatiche, spesso legate ancora
a criteri ideologici afferenti a passate esperienze, là dove ciascuno possa
portare il proprio contributo per l'edificazione della tanta auspicata casa
comune .Si tratta, semplicemente, di fare dare risposta di senso alle tante
domande del Paese e di individuare gli itinerari possibili per concretizzare
interventi a favore del soddisfacimento dei diritti reali dei soggetti facenti
parte dell'intera comunità nazionale.La questione della governabilità delle
emergenze che la squadra messa in campo da Prodi deve affrontare non è cosa da
poco; si tratta nella sostanza, di ricercare soluzioni che non si fermino al
mero dato amministrativo (come talvolta è capitato quando si è governato con la
sola presenza dei tecnici) ma vadano affrontate con la messa in campo di
adeguate strategie politiche perché tutti, maggioranza e minoranza, si sentono
corresponsabili del processo di sviluppo del paese ed attivino quelle necessarie
sinergie operative, funzionali alla costrizione di un nuovo patto sociale e
civile. Va da sé, quindi che in questa prospettiva, che si auspica sia percepita
e condivisa da tutte le componenti del paese, è necessario rilanciare in maniera
forte i grandi temi dell'impegno solidale e partecipativo, che chiamino tutti i
soggetti a farsi carico delle responsabilità connesse alle loro specifiche
funzioni rappresentative al fine di contribuire, ciascuno per quando dovuto, a
progettare nuovi orizzonti e rinnovati scorci di vita comunitaria.
Cosi per l'Italia, cosi per Napoli; cosi per la Città, cosi per il Quartiere.
Cambia forse lo spessore e la "grandiosità" dei problemi; non cambia la portata
del loro peso nella determinazione della qualità della vita di ciascuno di noi.
Della universalità alla particolarità quindi, come trama per realizzare quei
traguardi che tutti, con una certa speranza, ci aspettiamo.
Già questo ci basta.
Nella scia di una speranza ritrovata per un domani migliore possibile, se
riusciremo ad essere veramente "comunità", con la consapevolezza del peso che
sotto l'aspetto politico e culturale il termine comporta, qualunque mezzo,
qualunque voce che squarci il silenzio della rassegnazione potrà andare nel
segno di un servizio reso per il bene di tutti, e, quindi, di ciascuno.
Maggio 1996.