La Voce del Quartiere
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Viva Napoli di Luigi Antonio Gambuti
Vincano Napoli e le persone per bene. Ce ne sono tante, tantissime, costituendo un patrimonio umano e culturale che va riscoperto e valorizzato anche sotto l’aspetto politico. Se ne sono dette, scritte e lette tante in questi ultimi giorni. Noi ci siamo astenuti dal commentare alcuni episodi-rivelazione per evitare di esporre la nostra "meraviglia" di fronte ad alcuni epifenomeni che sono endemici ad ogni società. Nella nostra, forse, lo sono in maniera particolare e più accentuata, anche e soprattutto per la solarità dei nostri sentimenti e per la voracità dei nostri concittadini. Nepotismo, pressappochismo, malaffare, piccole e grandi camorre, quelle che ti sparano in faccia e quelle che ti uccidono col sorriso, tutto questo campionario squallido di reperti umani, si espone e si presenta al giudizio degli elettori sotto forma di candidati (oh!la veste candida!) in una fiera che nessuna mostradoltremare saprà mai organizzare. Così è sempre stato, si dirà; lo è oggi e forse lo sarà ancor più domani. Nessuna meraviglia, quindi, anche perchè è ipocrita meravigliarsi. L’ unica cosa da fare per venirne fuori è recidere questo perverso cordone ombelicale che lega la Città ad una matrice antropologico-culturale storicamente degenerata, perché geneticamente sedimentata degli effetti di dominazioni di diverse derivazioni, è quella di individuare , sfogliando l’elenco dei candidati, le persone per bene, le persone che conosciamo da vicino, quelle semplici, che semplicemente hanno qualcosa da dire, quelle persone come noi, normali cittadini che vivono la città, ne sentono e ne interpretano gli umori. Quelle persone "nostre" che possiamo toccare con mano, che sono portatrici di storie e di croci vissute e portate in questa straordinaria Città, che l’ amano e la odiano per le molteplici e complesse dimensioni della sua epifania quotidiana; quelle persone che, a naso, ci ispirano fiducia per quello che sono e per ciò che fanno ed hanno fatto. Di tutte le altre, quelle inquisite, inquisibili, roboanti, estranee, motivate da interessi lontani da quelli che da vicino toccano ognuno di noi, lasciamo che se ne interessino i loro tirapiedi (sono pagati anche per questo), i loro procacciatori di voti che mai come in queste ore ci vogliono bene e si adoperano per darci un domani migliore. Riappropriamoci della nostra libertà di scelta, una scelta di coscienza, consapevoli delle conseguenze che la stessa potrà indurre sul nostro futuro e dimostriamo che Napoli non è la meretrice che tutti possono adescare e portare a letto quando e come vogliono. Il fatto che su Napoli calano i big della politica nazionale è significativo e ci dà ragione di questa amara considerazione. Lorsignori ritengono Napoli terra di conquista, città in bilico, striscia di frontiera, , indecisa, pronta a darsi all’imbonitore più capace di persuadere, salvo poi a rappresentare la solita drammatica oleografica sceneggiata sulla scena nazionale. Col nostro voto dimostriamo che non è così, che non lo sarà mai più, nè oggi, nè domani.
26 /5 /2006
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