La Voce del Quartiere
|
VERSO UN NUOVO ALFABETO
Tempo d’ avvento, tempo d’ attesa. Se per l’ arrivo del Signore bisogna aspettare il 25 dicembre, per conoscere ufficialmente le misure del governo, ci sbrigheremo prima, il 5 dello stesso mese. Ci siamo, dunque. Parafrasando, senza minimamente mancare di rispetto alla Liturgia, possiamo dire che anche per noi, usciti da una stagione di inverecondi spettacoli, di nani e ballerine, scatta il tempo della responsabilità, come consapevolezza di un impegno che investe ed interpella le coscienze di tutti, come popolo e come cittadini e che fa risaltare, per ciascuno, il richiamo al puntuale compimento dei propri doveri. Si tratta di allertare tutte le forze per tenersi pronti a sopportare, con pazienza e tolleranza, le misure " impressionanti" così come sono state definite nel vertice a tre di qualche giorno fa e a far tesoro, rendere in soldoni, delle disposizioni che le accompagneranno. Saremo, è più che certo, sottoposti a sforzi che, dopo la leggera stagione berlusconiana ci sembreranno molto più pesanti da sostenere. Trattati da personaggi con l’ anello al naso dai quali strappare applausi a suon di bunga bunga, improvvisati guardoni degli spettacolini hard – core offerto dal potere, ci troviamo all’ improvviso scoperti e impreparati ad affrontare le sfide del mercato - unico valore, unica legge – e a far luce sulle nostre miserie per uscire indenni dal crollo dell’ impero. Saranno lagrime e sangue? Da quanto è trapelato, non si può non essere allarmati per le misure messe in campo per uscire dalla crisi. Senza fretta, ha detto il Presidente Monti, nel suo defatigante pellegrinaggio per l’ Europa, ( l’ altro, quello che l’ ha preceduto, ha detto che lavorerà dietro le quinte) durante il quale non manca di invitare alla fiducia nella ripartenza con l’ aiuto di tutti, in quanto " nessun paese si salva da solo", perché abbiamo tutti gli stessi problemi. E da un tecnico, la citazione suona promettente, perché se da un pantano si esce in compagnia, si realizza quella che Don Milani definiva la missione della politica. Si tratta di poche misure, provvedimenti chiari e severi per far fronte all’ attuale situazione, tracciate da mano credibile e sicura, che dovrà condurci fuori dal recinto delle difficoltà e farci ricollocare nell’ orizzonte delle dignità politico – culturali che ci sono state sempre riconosciute a livello internazionale. D’ altra parte si confida molto, forse troppo, nella capacità del governo Monti di tirarci fuori dalle sabbie mobili della recessione economica che ci ha colpito in maniera più rilevante degli altri partners del consesso europeo. Non si tratta , del resto, di discutere sulle ragioni e sulle conseguenze delle manovre previste per equilibrare i conti e mettere a posto le casse dello Stato. Non ci compete – non ne saremmo capaci – entrare in un campo di difficile e complessa aratura. Resta qui, lo spazio per una breve riflessione. Si legge, oramai da qualche giorno, in particolare sulla stampa cosiddetta indipendente, di ritorno ad accordi fra la maggioranza che sostiene il governo , trattati alla presenza del capo dell’ esecutivo, per la designazione dei sottosegretari. Si riparla del famigerato manuale Cancelli e si rivelano episodi che, a nostro avviso, non possono non essere segnalati per la rischiosità delle loro operazioni. Pare che la stagione delle sigle non sia mai tramontata. Dal C.A.F. all’ A. B. C. il passo è stato breve e si vedrà cosa mai saranno capaci di fare. Se Craxi Andreotti e Forlani precipitarono le sorti del Paese nella vergogna di tangentopoli, gli Alfano, i Bersani e i Casini dovrebbero (dovrebbero!) tirarci fuori dal pantano della recessione, dando una mano a Monti e ai Ministri tecnici " supponenti" che lo circondano. A noi non sta bene che coloro i quali hanno ridotto il Paese nelle condizioni attuali – tutti nessuno escluso – si riuniscano nei sotterranei dei palazzi degli antichi e nuovi potenti per "aiutare" il presidente Monti nella sua defatigante avventura. Di carbonari la storia già si è alimentata e con qualche rilevabile successo. Degli attuali frequentatori degli scantinati romani non potremmo fidarci più di tanto, vista la cultura politica di provenienza, i loro vassallaggi e le loro vicarie. Chi ha le mani pulite, il cuore sincero e la lingua senza veleno non ha bisogno di sottrarsi alla luce del sole. Chi lavora (?) in incognito non promette bene per la soluzione dei problemi che ha creato. Questi signori, protagonisti nel bene e nel male delle vicende politiche degli ultimi anni, dovranno convincerci che il loro impegno sarà speso unicamente per il perseguimento di obiettivi favorevoli alla comunità che si trovano a rappresentare. E non, come purtroppo la storia ci ha dolorosamente insegnato, a coltivare campi ed orticelli personali, attestandosi come casta di intoccabili, come personaggi ai quali tutto è consentito, perché tutta una serie di garanzie li solleva dai disagi e dalle responsabilità della gente comune. C’ è il rischio, non remoto, che all’ ombra del governo Monti si ricostituisca il vecchio blocco di potere , frutto di un compromesso tra le parti maggiormente rappresentative sotto l’ aspetto politico, per decidere e gestire il futuro del Paese, litigando in televisione e andando fuori porta a braccetto a pranzo e a cena, per gustare i bocconi rubati alla dispensa sempre più povera dei propri amministrati.
05/12/2011 |